INCHIESTE PUNTUALI NELLA TV COMMERCIALE

L'unica cosa deludente del programma è il titolo: Tempi moderni (lunedì su Retequattro, ore 23), già sfruttato e risfruttato in chiave sia cinematografica che televisiva. Per il resto il tentativo di portare su Retequattro l'inchiesta un po' sbrigativamente definita «alla Report», indagando le infinite magagne del nostro Paese e abituando anche il pubblico di una rete commerciale a prendere confidenza con i fatti, le cifre e il lavoro faticoso del cronista a caccia di spiegazioni anziché di opinioni salottiere, è un buon esempio di giornalismo che Mediaset farebbe bene a coltivare con sempre maggiore convinzione. L'esperimento di queste prime tre settimane pare debba proseguire nel prossimo anno, intanto se ne può trarre un primo bilancio partendo proprio dall’ultima puntata intitolata Viaggiatori in ostaggio, che si è occupata di quanto i cittadini debbano sopportare quando prendono un treno, un aereo, un autobus, un taxi, tra scioperi selvaggi, ritardi sugli orari di arrivo, vagoni sporchi, tariffe ballerine, cattive gestioni amministrative e un clima generale di sostanziale indifferenza verso i diritti degli utenti. Fin troppa carne al fuoco in due ore di programma, quasi a voler far vedere che Tempi moderni, quando ci si mette, è in grado di mostrare una panoramica quanto più esaustiva possibile di ciò che non funziona. Ne viene fuori una inchiesta «a spezzatino» che permette di farsi un'idea di alcuni «perché» legati ai più eclatanti problemi del trasporto pubblico e privato, ma è costretta in qualche caso alla «toccata e fuga», lasciandone senza risposta altrettanti. Si avverte soprattutto qualche evidente differenza di stile e contenuto tra un servizio e l'altro, perché alcuni sono più rapidi e cercano l'incisività spiccia (semplificando, un po' sul modello di Striscia la notizia come nel caso di alcune maxi multe ricevute dai cittadini di Roma), altri si prendono un respiro maggiore (specie nei servizi firmati da Ilaria Cavo), altri ancora cercano una via di mezzo che non è sempre facile da ottenere. Tuttavia i resoconti sono puntuali, gli esempi mostrati chiari e ben sviluppati, la documentazione dei dati e delle cifre sufficientemente esauriente, in grado di farci calare nel calvario quotidiano di chi è costretto a viaggiare (si scopre, ad esempio, che Milano è la città dove i pendolari devono sopportare i maggiori ritardi dei treni rispetto al resto d'Italia, perché ne arriva puntuale uno solo su dieci). A collegare lo spezzatino di inchieste di Tempi moderni c'è in studio Irene Pivetti, impegnata in questa nuova avventura professionale con una sobria determinazione che, per una volta, eviterà almeno a queste righe di occuparsi del suo look passato, presente e futuro.