Incidente in bus feriti 8 italiani

Gaia Cesare

La mente è tornata al tragico 23 dicembre di qualche settimana fa, quando cinque italiani persero la vita mentre, a bordo di un autobus, stavano rientrando dall'isola portoghese di Madeira alla loro nave crociera. Ma questa volta i sei turisti italiani che domenica notte stavano attraversando le strade del Sudafrica a bordo di un pullman sono riusciti a salvarsi, nonostante il pesante incidente verificatosi sull’autostrada della provincia di Free State, 550 chilometri a sud ovest di Johannesburg. Una strage sfiorata per un soffio e il ricordo agghiacciante nella mente dei protagonisti: il pullman che esce di strada e finisce in un fossato. Poi le urla dei sopravvissuti, 23 dei quali feriti. Ma fra le lamiere del bus anche qualche silenzio incolmabile, quello delle tre vittime sudafricane rimaste intrappolate tra le lamiere. E chissà che i soccorritori non trovino altri corpi nel dirupo.
Mentre Johannesburg piange i propri morti - vittime di un percorso stradale considerato fra i più pericolosi al mondo - le famiglie dei nostri connazionali, avvisate dalla Farnesina, tirano un sospiro di sollievo. Giunti in Sudafrica per una competizione internazionale di pattinaggio a rotelle, sei dei passeggeri del mezzo - a bordo del quale c'erano anche un gruppo di olandesi e neozelandesi - sono atleti di due club bolognesi (il Bononia Team e la Polisportiva Lame) finiti nel profondo sud del continente africano per partecipare a un trofeo e a uno stage. Lo ha riferito il presidente della Federazione italiana hockey e pattinaggio dell'Emilia Romagna, Franco Blazieri, proprio mentre la Farnesina comunicava che tre degli italiani ricoverati sono stati dimessi dall'ospedale che ha prestato i primi soccorsi.
Il viaggio poteva costare molto caro agli atleti che - come hanno invece comunicato i responsabili delle due squadre - sono rimasti per fortuna solo lievemente contusi.
Sorte ben diversa era toccata qualche anno fa - era il 1999 - ad un gruppo di anziani finiti tragicamente in un dirupo mentre viaggiavano a bordo di un pullman che percorreva una strada di montagna vicino a Lydenburg. Allora i morti furono 27. Ma il dato conclamato sulla scarsa affidabilità delle strade sudafricane non ha potuto certo arrestare il flusso di viaggiatori che per varie ragioni continua a battere quei percorsi, turisti compresi.