Incidente con l'auto di servizio, poliziotto condannato a pagare i danni

L'agente provocò danni per 8.500 euro, ma la corte dei conti gliene ha scontati 7mila tenendo conto «della gravosità dei compiti che è chiamato a svolgere il personale delle squadre mobili».

Per non essersi fermato allo stop malgrado non fosse nemmeno impegnato in un servizio di emergenza, ha provocato un incidente con danni al veicolo di servizio per oltre 8.500 euro. Ora l'agente è stato condannato a risarcire il ministero dell'Interno. I giudici della Corte dei conti, tuttavia, hanno deciso di scontargli 7mila euro «tenuto conto della gravosità dei compiti che è chiamato a svolgere il personale delle squadre mobili della polizia, dell'assenza di precedenti, dello stato di servizio, della giovane età del convenuto e della limitata anzianità di servizio (all'epoca dei fatti due anni)». La sentenza della Corte dei conti arriva sette anni dopo lo scontro tra il furgone della polizia, un Fiat Ducato, e una Rover 25, avvenuto all'incrocio tra via Ravizza e via Domenichino. Il poliziotto, all'epoca 28enne e in servizio presso il terzo reparto mobile, non stava svolgendo un intervento di emergenza, ma aveva azionato i dispositivi luminosi perché, spiegherà poi ai giudici, dalla questura aveva ricevuto l'ordine di rientrare al più presto. Ha poi riferito di aver visto la Rover 25 provenire da destra lungo via Domenichino e con diritto di precedenza, ma di aver ritenuto che l'auto si sarebbe fermata per farlo passare malgrado lui provenisse da via Ravizza e la segnaletica stradale gli imponesse lo stop. Ora i giudici chiamati in questa sede a valutare non i danni provocati alle persone, ma la richiesta di risarcimento dei danni al mezzo pubblico da parte del ministero, concordano con la Procura nell'attribuire ogni responsabilità dell'accaduto al poliziotto, di cui viene lamentato il «comportamento gravemente colposo» e «particolarmente imprudente». Come testimonia il fatto che sulla strada non sono state rilevate tracce di frenata. Nella sentenza, i giudici ricordano che «la sola attivazione dei segnali luminosi (e non di quelli acustici) avrebbe richiesto da parte del conducente dell'autovettura pubblica il rispetto delle norme di circolazione». E la circostanza, lamentata dal poliziotto, che la visuale dell'incrocio fosse in parte limitata dalla presenza di una siepe, non viene ritenuta un'attenuante. Piuttosto per i magistrati introduce «un ulteriore elemento a sostegno della colpa grave dell'autista che, in presenza di detto ostacolo, avrebbe dovuto moderare la velocità e, soprattutto, evitare di impegnare l'incrocio senza prima fermarsi come gli imponeva il segnale di stop». Di qui la decisione di condannare il poliziotto al risarcimento. Tuttavia, se i danni sono stati valutati in 8.744,46 euro, i giudici hanno deciso di applicare al poliziotto un cospicuo sconto, imponendogli di pagarne solo 1.500. Dal giorno dello scontro, il poliziotto non è in corso in altri incidenti stradali, né ha subito altri procedimenti disciplinari.