Incidenti, dadi difettosi: la Ferrari sbaglia tutto

Trionfo per la McLaren e <strong><a href="/a.pic1?ID=264313" target="_blank">Hamilton, bravo e fortunato</a></strong>. Massa chiude terzo e se la prende col team: &quot;Strategia sbagliata&quot;. Raikkonen nono, perde la testa del mondiale

Montecarlo - Sensazione tipo Australia 2008. Quando i piloti fecero pasticci, quando i motori della Rossa fecero puff. Diciamolo: qui è andata decisamente meglio. Non c’è stato un doppio puff, ma un solo patatrac. Non è un fumetto, bensì il mesto riassunto dello stregatissimo Gran premio di Montecarlo. Così, vittoria numero due dell’anno per «Lewis bravo e fortunato Hamilton», che dopo il Bahrein torna in vetta al mondiale in una classifica che più corta non si può. Due successi a testa per lui, Raikkonen e Massa, con il talento inglese a quota 38 davanti a Kimi (35) e Felipe (34). Per la verità, due punticini dietro c’è anche Kubica, ieri secondo davanti al brasiliano della Rossa. «Però non credo che alla lunga potrò restare nella lotta… dobbiamo ancora crescere» ammette il simpatico polacco della Bmw.

Fatto sta, tutta la Ferrari ha pasticciato. Lo fa capire il gran capo Domenicali, lo sottolinea a più riprese Massa, lo sussurra alla sua maniera Raikkonen, colui che, in fondo, stavolta, ha perso di più. Perché Kimi guidava il mondiale e non lo guida più; perché solo in Spagna, tre gare orsono, aveva 11 punti di vantaggio sul compagno e ora se lo ritrova accanto. Sarà un caso, ma Felipe, nonostante la delusione, dice: «Il mondiale riparte da qui». Non si capisce se si riferisca al solo campionato o anche alle gerarchie interne. Quindi, sulla gara, aggiunge: «È un terzo posto frutto di situazioni andate storte. Al via la macchina era perfetta, poi ho commesso un errore andando dritto a St. Devote, sono finito sulla linea dell’uscita box, e Kubica mi ha passato. Però sapevo di poterlo riprendere e, infatti, dopo pochi giri gli ero addosso. Il vero sbaglio è stato cambiare strategia, passare da due soste a una. A volte le scommesse rendono, altre no».

«Il risultato non è certo positivo tenuto conto da dove partivamo e come avevamo preparato la corsa – ammette Stefano Domenicali, direttore della Gestione sportiva –. Purtroppo, in situazioni come questa, col senno di poi, sai che avresti potuto agire in modo diverso. Le nostre previsioni meteo davano pioggia a minuti e questa non è arrivata. Per cui le gomme da bagnato hanno iniziato a deteriorarsi e siamo stati costretti a una sosta in più per cambiarle... Quanto ad Hamilton, è stato bravissimo, però, onestamente, senza la safety car dopo il primo incidente, la gara sarebbe stata diversa».

Massa, a fine corsa, se la prenderà anche con il ritardo nel decidere per le gomme da asciutto: «Kubica l’ha fatto, mentre noi abbiamo atteso un giro di troppo, io le volevo cambiare, ma discutevamo ancora sulla pioggia». Sottinteso: abbiamo perso la possibilità di concludere al secondo posto. Quanto a Raikkonen, parliamo pure di disastro. Al via il sorpasso subìto da Lewis, poi la penalità di 10’’ presa per l’errore del team sulla griglia (gomme fissate oltre il tempo limite, «c’era un dado difettoso», spiegherà la Ferrari, ndr); quindi il dritto a St Devote proprio come Massa, con la sola grande differenza di aver rotto l’ala anteriore. Per cui di nuovo in punizione al box. Infine, su tutto, quando era 5°, il tamponamento ai danni del povero Sutil alla ripartenza dopo la seconda safety car. E ancora in castigo al box. «Gli ho chiesto scusa – dirà -, non pensavo neppure di passarlo, ho solo sbagliato la frenata… mi dispiace… È vero, ho perso il comando del mondiale, però non è mica la fine del mondo, il campionato è ancora lungo». Vallo a dire ai tifosi.