Incidenti stradali: 57 vittime nel week end

Polizia e carabinieri hanno schierato complessivamente, nell’ultimo fine
settimana, 35.045 pattuglie, che hanno contestato 22.617 violazioni al codice della strada, con
29.702 punti decurtati, 993 patenti di guida e 983 carte di circolazione ritirate. Nonostante questo gli incidenti sono in aumento e con essi il numero di morti

Milano - Pesante bilancio degli incidenti stradali nel fine settimana: sulle strade sono morte 57 persone (+12 rispetto allo stesso periodo 2006). Due in più del 2005 (55 morti). Anche il numero degli incidenti con esito mortale è salito dai 37 dell’anno scorso ai 50 di quest’anno (nel 2005 furono 45). A pesare sul bilancio, sottolineano polizia e carabinieri, due incidenti plurimortali in cui sono morte rispettivamente 3 e 6 persone. In diminuzione, invece, il numero complessivo di incidenti - 1.312 quest’anno, 1.445 l’anno scorso, 1.550 nel 2005 - e il numero di feriti, 1.123 nell’ultimo fine settimana, contro i 1.235 del 2006 e i 1.278 del 2005. Quanto ai controlli, polizia e carabinieri hanno schierato complessivamente nell’ultimo fine settimana 35.045 pattuglie che hanno contestato 22.617 violazioni al codice della strada, con 29.702 punti decurtati, 993 patenti di guida e 983 carte di circolazione ritirate.

Il ministro Binachi: "Più morti che incidenti sul lavoro" Sulle strade italiane ogni anno "ci sono più morti che quelli causati sommando gli incidenti sul lavoro, le morti violente o le vittime per altri tipi di trasporto" ma nel paese "non c’è la stessa sensibilita" e occorrono "misure più incisive". È quanto ha ricordato il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi spiegando come il 75% delle cause di incidente è dovuto "al comportamento del guidatore", il 10% alle condizioni del veicolo e al 15-20% allo stato delle strade. "Solo tenendo conto di queste cifre" ha aggiunto Bianchi, "si devono pianificare le risorse e le strategie da adottare". Bianchi ha quindi ricordato il ddl approvato di recente dalla Camera e ora all’esame del Senato che, "dopo le modifiche apportate in parlamento è più ricco sul fronte della prevenzione".