Incinta, 17 anni, costretta a mendicare da un rom

Era arrivata al quinto mese di gravidanza ed era visibilmente denutrita, ma comunque costretta a chiedere l’elemosina e picchiata se si rifiutava: il calvario di una romena di 17 anni sembrava ormai senza fine, la giovane aveva perso ogni speranza di ribellarsi all’aguzzino che poi era il suo compagno-sfruttatore. Ma la scorsa notte le sofferenze della giovane sono finite. Per ora le sofferenze fisiche, ma si vorrebbe al più presto anche quelle psicologiche. È successo che gli agenti della polizia ferroviaria genovese, in servizio di pattuglia nei pressi della stazione di Sampierdarena, si sono accorti di lei, l’hanno soccorsa e arrestato il compagno trentenne, anch’egli romeno, di etnia rom. L’uomo adesso è accusato di riduzione in schiavitù. La ragazza, intanto, è stata affidata a una struttura protetta. Gli agenti di polizia, in borghese, avevano notato la ragazza e il suo compagno che mendicavano. A quel punto i poliziotti si sono qualificati e questo ha indotto la ragazza, evidentemente esasperata dalla situazione in cui era costretta a vivere, a implorare aiuto.
Immediato l’intervento dei tutori dell’ordine che hanno sottratto la giovane all’uomo. Subito ricoverata in ospedale, i medici del Villa Scassi le hanno riscontrato contusioni al torace da percosse, ancor più gravi visto lo stato di gravidanza, ma giudicate guaribili in 20 giorni. L’attenzione della polizia ferroviaria si è potuta quindi dedicare al compagno della diciassettenne. Dopo gli accertamenti, l’uomo è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Marassi. L’accusa nei suoi confronti di «riduzione in schiavitù» comporta una pena in carcere variabile dai 12 ai 30 anni. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polfer, che comunque proseguono gli accertamenti sull’uomo per verificare eventuali altre responsabilità, i due vivevano in alloggi di fortuna, spesso case abbandonate, e avevano come unica fonte di sostentamento la richiesta di elemosina. Sfruttando la condizione delle giovane compagna, è stato stimato che l’uomo riuscisse a incassare anche 200 euro al giorno che però teneva interamente per sé. Per quanto riguarda la sorte della giovane, la decisione è affidata al tribunale per i minorenni che dovrà pronunciarsi in questi giorni su quali provvedimenti adottare per lei e per il nascituro.