Le incisioni di Gioxe De Micheli tra ritratti e paesaggi onirici

Un artista meticoloso, dal segno fine e attento ai dettagli: le sue sono immagini quasi fiabesche, che rappresentano persone, ritratte in luoghi immaginari, onirici, spesso a contatto con l’acqua. È Gioxe De Micheli, milanese classe 1947, che, dopo Brera, dove ha frequentato i corsi di decorazione e affresco, si è trasferito e vive a Genova: ora espone a Milano al Centro dell’incisione Alzaia Naviglio Grande (Alzaia Naviglio Grande 66), fino al 31 marzo.
«Il cavaliere, la morte e il diavolo» è la grande tela (180x180 cm) che crea l’occasione della mostra: il titolo prende spunto dall’omonima incisione di Dürer, che De Micheli ha rifatto in modo completamente diverso. Tre uomini in una supposta sala dal pavimento in cotto, si trovano in tre posizioni completamente diverse: uno è a cavalcioni di una sedia, uno tiene un bastone cui è attorcigliato un serpente e un terzo ha tra le mani una grande sfera trasparente. «Se l’identificazione del cavaliere può essere evidente (vi ricordate il gioco infantile di trasformare la seggiola in cavallo) - dice l’artista -, per quella della morte e del diavolo non so dare indicazioni e lascio allo spettatore la decisione di attribuire le parti che però, a ben vedere, sono forse intercambiabili e il protagonista della rappresentazione è sempre lo stesso. È cavaliere, è morte, è diavolo».
Oltre alle tele raffiguranti ambienti e situazioni oniriche, quasi come le immagini di un libro illustrato, sono presenti in mostra anche una cinquantina di esemplari di prove per acqueforti. Il mondo dell’incisione e della stampa d’arte sono spesso parte del lavoro di De Micheli: è estremamente preciso, e pratica molti tentativi prima di ottenere la lastra che gli darà la stampa di suo gradimento.