Incontri e concerti lo spirito di Taizé coinvolge tutta la città

Al via da oggi i 42 «laboratori» collegati al raduno religioso. Si discuterà di arte, pace, della povertà e delle bellezze del Duomo. Saranno aperti a tutti i milanesi

Giovanni Buzzatti

La pacifica invasione si è compiuta nel giro di una mattinata. Poi, dal pomeriggio, i 50mila giovani hanno raggiunto la Fiera dove alle 19 è ufficialmente iniziato il 28º raduno europeo di fine anno di Taizé, la comunità religiosa fondata da frère Roger. «È andato tutto bene, c’era un po’ di timore per chi arrivava dai Paesi più lontani come Portogallo o Russia, la neve ha creato qualche problema in Austria, ma alla fine gli autobus sono giunti a Milano», spiegano gli organizzatori. «Gli arrivi sono stati scaglionati, è andato tutto secondo i piani - confermano i ghisa -. Se qualcuno si è perso? Sì, un pullman diretto alla Fiera ha svoltato per errore in via Lorenteggio. Una nostra pattuglia l’ha “agganciato” portandolo a destinazione».
E sempre secondo i programmi si è svolta anche l’accoglienza dei giovani nelle diecimila famiglie della diocesi che li ospiteranno fino al primo dell’anno. Ai giovani che via via arrivavano alla Fiera (dove si concentrano incontri e preghiere) è stata consegnata la lettera che frère Roger, ucciso da una squilibrata lo scorso agosto, aveva iniziato a scrivere per il raduno di Milano. A loro è arrivato anche il saluto del Papa e di molte altre autorità religiose. Non solo.
Lo spirito della manifestazione oggi e domani coinvolgerà l’intera città. Sono previsti 42 incontri, concerti e dibattiti in chiese, musei, e comunità. E tutti i milanesi potranno parteciparvi.
Si parlerà di arte, immigrazione, del dialogo tra fedi diverse, di questioni sociali come la povertà e i senzatetto. I «laboratori» si svolgeranno al pomeriggio, li animeranno i fratelli di Taizé ed esperti di religioni e culture diverse. In molti casi, poi, i giovani del raduno (arrivano da 42 Paesi) potranno raccontare le loro esperienze. «Qualche esempio? In Fiera oggi si discuterà dell’ospitalità nella tradizione ebraica e cristiana, a Sant'Ambrogio dell'insegnamento di Ambrogio e Agostino e sempre qui domani alle 15.30 i cori di giovani ortodossi di Novi Sad canteranno delle preghiere - raccontano gli organizzatori -. Nella chiesa di San Marco oggi parleremo di gioia e sofferenza nelle opere di Bellini e Mantegna della Pinacoteca di Brera, alla Fiera di ciò che possiamo vivere in comune con i credenti dell’Islam». Gli incontri saranno tradotti in più lingue. In Duomo, alle 15.30, si terrà una particolare lezione dal titolo «Un tesoro tra arte e fede», un’introduzione alla visita della cattedrale. «I giovani non sono qui per fuggire alle proprie responsabilità - spiega frère Emile, portavoce di Taizé - ma per trovare il coraggio di affrontare le sfide della nostra epoca. I 42 incontri potrebbero essere il primo passo di un cammino».
Nei giorni del raduno i giovani si muoveranno nelle diverse zona della città. Al mattino saranno nelle parrocchie delle famiglie che li ospitano. Per le 13 dovranno essere alla Fiera per il pasto (ne verranno distribuiti 100mila al giorno). Un intero padiglione è stato riservato all’accoglienza dei ragazzi e lì chiunque potrà ricevere informazioni sugli incontri. Stasera, a quello delle 19, frère Alois, priore della comunità, annuncerà la città scelta per il prossimo raduno europeo. Domani, sempre alle 19, arriverà l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi che porterà il suo saluto ai 50mila giovani. I momenti principali dell’incontro saranno trasmessi in diretta su radio Circuito Marconi (a Milano 94.8 fm).