Incontro decisivo fra sindaco e partiti. Obiettivo: atti in Consiglio dopo l’8 dicembre

È più rischioso il fuoco amico che non il centrosinistra. I franchi
tiratori, che rischiano di polverizzare in aula mesi di lavoro:
trattative tra Pdl e Lega, poi tra gli ex di An e Fi

È più rischioso il fuoco amico che non il centrosinistra. I franchi tiratori, che rischiano di polverizzare in aula mesi di lavoro: trattative tra Pdl e Lega, poi tra gli ex di An e Fi. Oggi alle 15, il vertice sul piano di governo del territorio tra il sindaco Letizia Moratti, «colonnelli» e capigruppo di maggioranza. Domani la giunta adotterà il testo completo del Pgt. Obiettivo, portare in aula dopo l’8 dicembre il documento che manda in pensione dopo 25 anni il vecchio piano regolatore. Non si può sbagliare, anche se il filo è sottilissimo. E dopo il braccio di ferro tra Comune e Salvatore Ligresti - l’immobiliarista in un primo momento aveva chiesto alla Provincia di commissariare il sindaco per tre progetti edilizi fermi da 30 anni - torna di nuovo in primo piano il presidente di Palazzo Isimbardi. Guido Podestà dopo aver giocato un ruolo da protagonista nel trovare la mediazione sul caso Ligresti, ha sollevato obiezioni sui tempi di approvazione del Pgt, chiedendo siano integrati con i Piani di cintura con cui la Provincia detta i criteri per costruire nella zona del parco Sud. Anche qui l’intesa è stata difficile e ha portato allo stralcio dal Pgt del 50% delle volumetrie su quell’area. Pochi giorni fa, in un’intervista al Corriere, Podestà è tornato a contestare il documento perché «non tiene conto dell’hinterland», auspicato nuovi approfondimenti e un tavolo con sindacati, imprese, inquilini. Spiazzando pure il Pdl. Qualche esponente a Palazzo Marino assicura che la sua «è una posizione isolata, lo seguiranno in pochi», ricorda che «già si rinviò il Pgt in aula a dopo le Provinciali per non turbare la sua campagna, ora siamo a dicembre e i tempi stringono. Le sue obiezioni sono difficilmente sostenibili, avrebbero senso se esistesse l’area metropolitana, ma siamo ben lontani». Ma tant’è: il doppio ruolo di presidente e coordinatore regionale del Pdl è un punto a sfavore del Pgt. Perché se tenesse la linea, tra consiglieri «amici», chi ce l’ha con l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli, di area Cl, perché non è stato accontentato e chi magari aspira a un posto nel listino per il Pirellone (e difficilmente si metterebbe contro il coordinatore), i numeri in aula tornerebbero a rischio.