Incostituzionale la rimozione dei vertici Asl

«Tutti i nodi, prima o poi, arrivano al pettine»: il detto proverbiale calza a pennello a proposito della sentenza emessa dalla Corte costituzionale che boccia l’applicazione selvaggia dello spoil system alle aziende sanitarie del Lazio minandone l’autonomia. Vale a dire che la Consulta ha stabilito l’illegittimità costituzionale del vincolo invocato dal governatore del Lazio Piero Marrazzo, nell’agosto 2005, per rimuovere dall’incarico i direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere, nonostante il loro contratto, peraltro di diritto privato, fosse ancora valido. Insomma, quello che fu additato come un fatto esclusivamente politico da alcuni (tra cui anche da il Giornale) mentre, per altri, consisteva solo nell’applicazione alla lettera di un articolo statutario, ha dato ragione ai primi: lo spoil system così come è stato allora considerato «si dimostra in contrasto con i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione».
E dopo il danno, tutto erariale, arriva pure la beffa: il cospicuo indennizzo che avranno il diritto di chiedere alla Regione i manager sanitari epurati (Domenico Alessio, Franco Condò, Benito Battigaglia, Patrizio Valeri, Carlo Mirabella). Già, e che indennizzo, visto che tra le somme da conteggiare ci saranno pure le mensilità dovute fino alla scadenza del contratto di ognuno. Un danno economico prodotto dalla scelta impropria di Piero Marrazzo che a Cesare Cursi, senatore di An, non sfugge, quando commenta la decisione della Consulta. «Anche in occasione dell’ultima legge finanziaria - spiega - insieme con tutto il gruppo di An, mi sono battuto sia in commissione Sanità che in Aula contro l’ennesimo spoil system selvaggio che ha previsto l’allontanamento automatico di decine e decine di direttori generali e direttori delle agenzie nazionali che ora dovranno essere conseguentemente reintegrati. Chi pagherà questo ulteriore spreco di denaro pubblico? - si chiede -. La fretta con la quale la giunta Marrazzo ha proceduto alla sostituzione (senza motivazioni sull’operato dei direttori generali delle Asl) ha dato questi risultati».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Federazione romana di An, Gianni Alemanno, che prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato lo spoil system dal sistema amministrativo italiano chiede, sia al centrodestra che al centrosinistra, di rinunciare definitivamente a pratiche di epurazione. «Il governo Prodi e la giunta Marrazzo reintegri subito tutti i dirigenti che sono stati cacciati solo sulla base dello spoil system. Mentre si devono trovare delle soluzioni per ridare dignità a tutti i dirigenti che hanno perso il loro ruolo». Si può calcolare che l’impegno di spesa del Lazio non potrà essere inferiore ai 5 milioni di euro, arretrati, indennità e interessi acclusi.