Incriminato il killer della notte di Pasqua a Bracciano

Stefano Vladovich

Un linciaggio dalla violenza inaudita. Si sono accaniti sul più debole, prima con calci e pugni, poi con una coltellata in pieno petto. Infine, quando la vittima era a terra in un lago di sangue, a colpi di spranga e (ancora) calci. Avrebbe compiuto 19 anni il prossimo 29 aprile Cristian Dumitru Iuhas, il romeno barbaramente ucciso in una stradina del centro storico di Bracciano la sera di Pasqua. Passato a miglior vita durante una rissa scoppiata fra gang rivali.
Movente? Nessuno. Mentre l’assassino, S.C. romeno di 23 anni, è accusato di omicidio volontario, rissa aggravata e porto abusivo di arma da taglio, i 3 suoi amici sono iscritti nel registro degli indagati per concorso in omicidio di primo grado. Sette, in totale, gli arrestati (oltre ai quattro della banda di assassini, i tre compagni della vittima), tutti di età compresa fra i 20 e i 23 anni tranne l’unico italiano, V.F., braccianese di 39 anni.
Come raccontato martedì sulle pagine del Giornale, è davvero una storia agghiacciante quella accaduta in via del Colle Lauretano, a due passi da via Pasqualetti, nel cuore dell’antica cittadina laziale. A ricostruirla i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Bracciano, accorsi sul posto dopo una telefonata al 112. «Erano da poco passate le 22 di domenica - ricordano i militari nella drammatica relazione inviata alla Procura di Civitavecchia -, quando in sala operativa arriva la richiesta di aiuto: una persona a terra nella pubblica via, apparentemente priva di vita e un gruppo di ragazzi in fuga verso il distributore di benzina alle porte della città». Quando arriva il mezzo di soccorso del 118, partito a tutta velocità dalla postazione di Anguillara, per Cristian non c’è più niente da fare.
I sanitari, però, tentano l’impossibile per rianimarlo e il ragazzo viene trasportato al vicino ospedale Padre Pio. I medici di guardia, però, non possono far altro che stendere il referto di morte. Una profonda lesione al torace la causa del decesso. Intanto i carabinieri battono ogni anfratto del paese alla ricerca degli assassini. Una caccia all’uomo senza precedenti per la tranquilla cittadina sul lago.
Pochi dopo i 7 fuggiaschi incappano in un posto di blocco e vengono ammanettati. I vestiti sporchi di sangue, sotto i giubbotti le mazze di ferro. Uno, in particolare, ha una baionetta lunga ben 45 centimetri nascosta tra i pantaloni e la maglietta. Tutti brilli.
Secondo gli inquirenti a provocare la maxi-rissa è un precedente battibecco avvenuto il pomeriggio di venerdì fra bande rivali. I 7 stranieri e l’italiano si azzuffano davanti un locale per futili motivi: alcuni cercano di imporsi, fisicamente, sugli altri e questi si ribellano. Nasce così la prima scazzottata finita senza conseguenze. Passano due giorni, i 2 gruppi, casualmente, s’incrociano di nuovo.
La reazione dei quattro che le avevano prese la volta precedente è immediata: botte da orbi. Poi il tragico epilogo quando uno di loro estrae il lungo coltello e colpisce il 18enne al cuore.