Incubo recessione, mercati europei in altalena

L'Asia crolla sulla scia di Wall Street dopo l’annuncio
dell’ingresso degli Stati Uniti nella recessione. Tremonti accelera sull'uso dei fondi comunitari in una logica di tenuta sociale. <strong><a href="/a.pic1?ID=310727">Ieri il crollo dei mercati europei</a></strong>: bruciati 307 miliardi

Milano - Continua l'ondata negativa di vendite. I mercati asiatici e del Pacifico sono crollati oggi sulla scia di Wall Street dopo l’annuncio dell’ingresso degli Stati Uniti nella recessione. Profondo rosso per la borsa di Tokyo che questa mattina ha chiuso le contrattazioni in picchiata del 6,35% con il Nikkei che ha perso 533,53 punti.  A nulla erano servite le rassicurazioni del presidente della Fed, Ben Bernanke di un possibile nuovo taglio dei tassi Usa. Stesso scenario anche i Europa dove i principali listini seguono un andamento fortemente volatile: dopo un ribasso iniziale, le piazze più importantiu tornano in positivo.

Europa passata Le borse europee migliorano e passano in rialzo sulla scia dei futures americani, che preannunciano un rimbalzo di Wall Street dopo lo scivolone della vigilia. I mercati guardano alla Fed e a un possibile nuovo intervento sui tassi il 16 dicembre. Francoforte, maglia rosa fra i listini del Vecchio Continente, guadagna l’1,1%. Bene Parigi (+0,72%). Anche piazza Affari torna sopra la parità con il Mibtel che segna un +0,25% e lo S&P/Mib un +0,4%. Tra i titoli che stanno tentando di recuperare terreno spuntano le Fiat (-2,2%) e A2A (-4,9%), mentre sono passate in positivo le Luxottica (+2%) e Italcementi (+1,2%). Segno più anche per Seat Pg che ha venduto la consociata tedesca Wlw, nonostante Fitch abbia poi tagliato il rating a ’B+’. Tra i migliori titoli i petroliferi con Eni (+1,4%) e la controllata Saipem (+2%). Bene anche Tenaris (+5,8%). A ridurre i cali anche il Banco Popolare (-7%), penalizzato dalle indiscrezioni di stampa che indicano l’istituto sostenere finanziamenti in favore di Banca Italease per circa 1,5 miliardi dei 2 miliardi complessivi garantiti dal patto di sindacato della stessa Italease dopo il fallimento dell’accordo con Dz bank.

Tremonti: "Accelerare sui fondi" Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha espresso apprezzamento per il piano a sostegno dell’economia presentato dalla Commissione europea ma ha anche invitato ad accelerare sull’uso dei fondi comunitari. "Abbiamo apprezzato del documento iniziale europeo la tempistica - ha spiegato Tremonti al termine dell’incontro con il commissario Ue alle Politiche regionali, Danuta Hubner - e la visione di sviluppo economico ma anche di coesione sociale che è esattamente la strategia applicata nel decreto anti crisi". Per il ministro, "l’uso dei fondi europei va anticipato, prima è meglio è - ha precisato - e va applicato in una logica di tenuta sociale che è quella degli ammortizzatori sociali e di altre strategie che dobbiamo discutere qui con la Commissione e in Italia con le Regioni". Per quanto riguarda il problema del recupero-perdita dei fondi, Tremonti ha osservato: "È stato un pò così per tutti i Paesi, il problema c’è stato per tutti ma vorremmo che in Italia non si ripetesse più". "Siamo venuti qui come Governo - ha proseguito Tremonti - ma come Italia, come Paese, torneremo con le Regioni che sono l’altra parte di questa discussione". Le Regioni, ha spiegato il titolare dell’Economia, "fanno bene il loro mestiere, rivendicano le loro competenze e le abbiamo già incontrate alcune volte. Abbiamo rivendicato quello che deve fare il governo e il governo ha fatto il decreto, però sappiamo che ci sono anche le regioni e che dobbiamo discutere con loro in Italia, e soprattutto come Repubblica italiana qui a Bruxelles". Tremonti ha quindi osservato che tutti, comprese le regioni, sono coscienti della pesantezza del debito. "Sta crescendo la consapevolezza dappertutto - ha concluso - sull’intensità della crisi e sul problema dei conti pubblici".

La recessione affonda l'America Wall Street affonda sotto il peso della recessione americana. A poco servono le parole del presidente della Fed Ben Bernanke su ulteriori possibili tagli dei tassi per favorire la ripresa economica: il Dow Jones chiude in calo del 7,62% a 8.156,42 punti, il Nasdaq cede l’8,83% a 1.399,91 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’8,84% a 817,01 punti. Una caduta, quella odierna, che fa bruciare agli indici americani quasi tutti i rialzi accumulati nelle ultime cinque sedute. A pesare sulla seduta è stata l’ufficializzazione dell’entrata in recessione degli Stati Uniti: il Nber, l’organismo abilitato a certificare la sussistenza di una situazione di questo tipo, ha sentenziato che gli States sono scivolati in recessione nel dicembre 2007. Al di là degli aspetti burocratici, l’economia di oltreoceano sta vistosamente soffrendo, con l’indice ISM per il comparto manifatturiero che a novembre è tracollato a 36,2, il calo maggiore dal 1982. Il pil del quarto trimestre con ogni probabilità registrerà una caduta del 5/6%. In questo contesto, il recente rimbalzo del mercato azionario ovviamente non poteva che avere i giorni contati. In pesante ribasso i finanziari: Citigroup cede il 21,83% a 6,48 dollari, Bank of America il 21,17% a 12,81 dollari, JPMrogan il 17,40% a 26,15 dollari mentre Wachovia il 22,07% a 4,38 dollari. Pesanti anche gli automobilistici, con Gm che lascia sul terreno il 12,02% a 4,61 dollari e Ford che arretra del 3,41% a 2,60 dollari. Giù i petroliferi in scia della forte contrazione delle quotazioni del greggio. ExxonMobil scende del 7,04% a 74,51 dollari.