Gli indù potranno essere cremati sulle pire

Londra Gli indù del Regno Unito (circa mezzo milione di persone) hanno conquistato il diritto di cremare i morti all’aperto, come vuole la loro tradizione. Una corte britannica ha infatti dato ragione a Davender Ghai, 71 anni, un fedele che ha chiesto che il suo funerale avvenga rispettando tutti i canoni della sua religione, compresa la pira a cielo aperto nella quale viene cremato il corpo del defunto.
Ghai cercava da tempo di far annullare la decisione del consiglio municipale di Newcastle che gli vietava di compiere quel tipo di cerimonia. Sosteneva il suo diritto a «far sì che l’anima sorga dalle fiamme come la mitica fenice, e non che sia incenerita in un forno industriale». L’anno scorso, anche l’Alta Corte aveva dato ragione alle autorità locali, ma ora la Corte d’appello ha ribaltato del tutto la sentenza.
I giudici hanno stabilito che la pira è conforme alla legge se si trova in una struttura dotata di mura e di un tetto con un’apertura: in precedenza era invece stato stabilito che l’edificio dove avviene la cremazione dovesse avere «pareti e tetto», e si intendeva con questo che l’operazione dovesse avvenire al chiuso. Il giudice, Lord Neuberger, pronunciando la sentenza, ha sottolineato invece che «il modo in cui i suoi resti verranno cremati dopo la sua morte non vanno contro l’attuale normativa sulla cremazione». Ora il comune di Newcastle attende istruzioni su come regolarsi per far rispettare gli standard previsti per la protezione dell’ambiente e della salute pubblica.
«Sono molto contento - ha dichiarato Ghai una volta uscito dal tribunale -. Ho sempre detto di avere fiducia nella legge. Questo verdetto soffia nuova vita nei sogni di un anziano. Ora posso andarmene in pace».
Secondo la religione indù, la cremazione è fondamentale per liberare lo spirito dal corpo. In base all’ultimo censimento, nel Regno Unito vivono 471mila indù, ma si stima che attualmente essi siano in numero compreso tra i 600mila e il milione.