Indagare i vasti «Regni» dell'assenza

Con la pazienza di un pittore del Trecento, che nei volti registra le colpe e l'oblò del perdono, Daniele Piccini, storico della letteratura (fa scuola l'antologia sulla Poesia italiana dal 1960 a oggi, Rizzoli) continua una sua stanziale ricerca poetica. Il quinto libro in versi - il più bello? Canzoniere scritto solo per amore, del 2005 - è efficace quando esplora «la terra dove riposano i morti», ci avverte che «l'estate è solo un tempo della mente» e con classica dignità insegna che «il petto è un lago inquieto che si affanna/ di ogni cosa a sapere la salvezza». È un tremito morale a rendere vivi i versi.

Davide Brullo