Indagati i vertici dello Ior Sequestrati 23 milioni Il Vaticano: "Perplessità"

Sequestrato un conto dell’istituto di credito del Vaticano (<strong><a href="/interni/quella_banca_vaticana_che_opera_tutto_mondo/vaticano-chiesa-opere-banca-ior/21-09-2010/articolo-id=474864-page=0-comments=1">scheda</a></strong>): messo in sicurezza 23 milioni di euro che erano
depositati in una filiale del Credito Artigiano Spa. Il Vaticano conferma la fiducia: &quot;Stupisce l'iniziativa dei pm&quot;

Roma - Maxi sequestro in un conto dello Ior, l’istituto di credito del Vaticano. Il gip del tribunale di Roma, Maria Teresa Covatta, ha accolto la richiesta della procura capitolina e messo in sicurezza 23 milioni di euro che erano depositati in una filiale del Credito Artigiano Spa. La maggior parte della somma, 20 milioni, era diretta, alla JP Morgan di Frankfurt e il resto alla Banca del Fucino. Il presidente Ettore Gotti Tedeschi, e il direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, risultano indagati dalla procura di Roma per omissioni legate alla violazione delle norme antiriciclaggio.

Le ricerche della procura Secondo gli inquirenti, lo Ior avrebbe omesso di comunicare gli estremi del soggetto, fisico o giuridico, che voleva originare il movimento finanziario. Per questo, nel fascicolo del pm Stefano Rocco Fava risulta indagato il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi insieme ad un altro dirigente dell’istituto per le opere di religione. Il magistrato contesta la violazione della normativa antiriciclaggio, così come prevista dal decreto 231 del 2007. L’accertamento degli inquirenti e della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia valutaria, è partito allorquando l’Unità informazione finanziaria della Banca d’Italia il 15 settembre scorso ha segnalato la movimentazione di denaro e ordinato la sospensione dell’operazione per cinque giorni lavorativi.

Il sequestro preventivo Arrivata la decisione del gip Covatta, ieri è stato disposto il sequestro preventivo. A Gotti Tedeschi e all’alto dirigente dello Ior vengono contestati due commi dell’articolo 55 del decreto 231 del 2007. Nel primo si legge: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, l’esecutore dell’operazione che omette di indicare le generalità del soggetto per conto del quale eventualmente esegue l’operazione o le indica false è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da 500 a 5mila euro". La seconda fattispecie ipotizzata è quella prevista dal terzo comma. "L’esecutore dell’operazione che non fornisce informazioni sullo scopo e sulla natura prevista dal rapporto continuativo o dalla prestazione professionale o le fornisce false è punito con l’arresto da sei mesi a tre anni e con l’ammenda da 5mila a 50mila euro". 

I rapporti con la Città del Vaticano La Città del Vaticano fa parte dei paesi extracomunitari e pertanto nei rapporti con lo Ior vanno applicati obblighi "rafforzati" (e non semplificati) di "adeguata verifica", previsti dall’articolo 28 del decreto 231/07. In pratica l’istituto delle opere di religione deve impegnarsi a identificare i propri clienti e a comunicare, su richiesta, dati e informazioni sui conti che gestisce per consentire la segnalazione di operazioni sospette e deve poi comunicare periodicamente le informazioni necessarie ad associare alla clientela la movimentazione degli assegni. L’iscrizione del presidente Gotti Tedeschi e dell’altro dirigente, quali rappresentanti legali della banca del Vaticano, sono un "atto dovuto".

Le competenze sullo Ior Dopo che la Cassazione nel 2003 ha restituito all’autorità giudiziaria italiana la competenza sullo Ior, quello disposto dal gip Covatta è il primo provvedimento. Il Credito valtellinese, che è maggiore azionista del Credito Artigiano, aveva comunicato alla Banca d’Italia di aver deciso di interrompere da aprile 2010 l’operatività del conto intestato allo Ior. Ma quest’ultimo, il 6 settembre aveva chiesto di eseguire i due bonifici di 3 e 20 milioni di euro. Così è partita l’informativa dell’Uif di qui la sospensione delle operazioni richieste e poi il sequestro preventivo. Ora la vicenda, quasi certamente, arriverà al tribunale del riesame. 

Qudno Gotti Tedeschi battè Tietmeyer Dal 2009 presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi - classe 1945 - ha iniziato la sua carriera cimentandosi nella strategia industriale e finanziaria, distinguendosi poi nella finanza. E' da sempre considerato vicino al segretario di Stato Tarcisio Bertone e all’Opus Dei, e sembra che sia stato l’ispiratore dell’enciclica economica di papa Ratzinger. Si è detto sempre convinto che dalla crisi si uscirà puntando sull’etica e la famiglia. Nella corsa al vertice dello Ior, battè sul filo di lana Tietmeyer, ex presidente della Bundesbank. Prima di approdare alla banca del Vaticano, è stato membro della Banca Sanpaolo Imi e della Cassa Depositi e Prestiti, ha insegnato finanza alla Cattolica di Milano. È anche editorialista di punta dell’Osservatore Romano. Ex McKinsey come molti banchieri italiani, il suo primo posto importante fu alla Sige, la finanziaria dell’Imi che si occupava della gestione del risparmio. Qui conobbe Roveraro, con il quale poco dopo fondò la Akros (fino al 1992) fino a quando non assunse la guida della spagnola Santander.

La perplessità del Vaticano La Santa Sede "esprime la massima fiducia nel presidente e nel direttore generale dello Ior". Non solo. Il Vaticano manifesta anche "perplessità e meraviglia per l’iniziativa della Procura di Roma, tenendo conto che i dati informativi necessari sono già disponibili presso l’ufficio competente della Banca d’Italia, e operazioni analoghe hanno luogo correntemente con altri istituti di credito italiani".