Gli indagati vogliono «ricusare» i magistrati

I legali di Saya: chiedono il trasferimento a Vigevano

da Genova

Gaetano Saya, il direttore del Dssa arrestato con il suo vice Ricardo Sindoca nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta «polizia parallela», contesta la competenza territoriale della Procura della Repubblica di Genova ad indagare sul Dipartimento di Studi Strategici Antiterrorismo. Ieri il suo avvocato, Pietro Fioravanti, ha presentato una istanza in vista degli interrogatori di garanzia fissati per mercoledì prossimo alle 10 davanti al gip Elena Daloiso. «Non riteniamo di assoggettarci alla competenza di Genova - sostiene il legale - l'art. 8 del codice penale parla chiaro. Ed i fatti contestati dalla Procura sono avvenuti a Milano, Firenze, Roma e Vigevano. Che c'entra Genova?».
I pubblici ministeri Nicola Piacente e Francesca Nanni hanno intanto dedicato la giornata allo studio delle molte carte sequestrate durante le perquisizioni di venerdì scorso. Non risultano invece pervenute né ai magistrati né alla questura di Genova autodenunce vere e proprie di aderenti al Dssa (e contemporaneamente alle forze di polizia) non ancora noti agli investigatori. In ambienti investigativi si ammette che non più di una decina di segnalazioni sono giunte ai rispettivi comandi da parte di componenti di forze di polizia istituzionali che erano stati contattati da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, il capo ed il vice del Dssa da venerdì mattina agli arresti domiciliari. Si tratterebbe però di segnalazioni generiche, sulle quali si avvieranno accertamenti per verificare se contengano notizie di reato nuove rispetto a quelle già in possesso agli investigatori. Le stesse fonti investigative ritengono comunque possibile che tali segnalazioni si intensifichino nei prossimi giorni, dato il clamore suscitato dall'inchiesta sui giornali.