Indagato anche il suocero di Mailat

Ci sono altre due persone indagate, per ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta sull’uccisione, avvenuta il 30 ottobre scorso di Giovanna Reggiani, vittima di un agguato nei pressi della stazione ferroviaria Tor di Quinto. Per questo delitto è in carcere, accusato di omicidio volontario e di rapina, il romeno Nicolae Romulus Mailat. Ma l’iscrizione delle due persone è stata decisa non per il delitto bensì dopo il ritrovamento in Romania del telefonino sottratto alla Reggiani. Per questo il pm Bice Barborini in un fascicolo a parte ha iscritto per ricettazione il suocero di Mailat e la persona che in Romania è stata trovata dalla locale polizia in possesso del cellulare. L’inchiesta fu avviata il 30 ottobre dopo che il corpo della Reggiani, moglie di un ufficiale di Marina, era stato trovato in un fossato. Su segnalazione di una romena che abitava in un agglomerato di baracche nei pressi del luogo del delitto la polizia riuscì a rintracciare Mailat che ora, a conclusione dell’indagine è in attesa di essere processato con rito immediato così come richiesto dalla Procura della Repubblica. A segnalare al magistrato italiano il ritrovamento del cellulare in Romania sono state la Procura e la polizia di Bucarest. Attraverso la ricostruzione dei fatti da parte della polizia italiana il pm Barborini ha stabilito che il telefono della Reggiani il 5 novembre scorso era finito nelle mani di una persona che era partita dalla stazione Tiburtina a bordo di un pullman diretto in Romania. Da qui la decisione di iscrivere sul registro degli indagati il suocero di Mailat. Nell’inchiesta sull’omicidio era entrato nei giorni scorsi anche un altro romeno, figlio della donna che la sera del fatto avvertì la polizia. Dopo aver fatto accertamenti la Procura della Repubblica di Roma oltre a chiedere il giudizio immediato per Mailat ha chiesto anche al gip di archiviare la posizione di questo secondo romeno.