Indagato un attore di «Gomorra»

Un pentito lo riconosce nel film e lo accusa: «Spacciava per il mio clan»

da Napoli

Dalla realtà alla finzione e ritorno. Questa è la storia di «Totore» (Salvatore), prelevato da una delle «piazze» dello spaccio della droga di Scampia e catapultato sul set di un film di successo, girato su un «palcoscenico» che più realistico non poteva essere: le strade di Scampia, teatro dello spaccio della droga e della faida tra i clan Di Lauro e gli «scissionisti». Il film è «Gomorra» (tratto dall'omonimo libro dello scrittore Roberto Saviano), di Matteo Garrone. Totore nella vita farebbe lo spacciatore, nel fortunato film di Garrone, addirittura il killer. L'attore dilettante gira la sua parte e poi sparisce dalla pellicola ma, tra gli spettatori del film, ve ne è uno in particolare: il boss Antonio Prestieri, da tempo pentitosi. Mentre assiste alla proiezione, Prestieri ha un sussulto: «Vedendo il film ho riconosciuto in un attore, quello che all'inizio del film commette un omicidio all'interno di un centro abbronzante, un uomo che nel passato ha lavorato con me», confessa al pm della Direzione distrettuale antimafia, Luigi Cannavale.
Prestieri con le sue dichiarazioni all'alba di ieri ha consentito alla polizia giudiziaria l’arresto di 7 presunti spacciatori. Tra cui, però, non c'è Totore, «solo» indagato. Totore nella organizzazione di Prestieri avrebbe agito nella piazza di spaccio del «Lotto P» dove passava i pacchettini con le dosi di cocaina agli spacciatori al minuto.