Indagato un primario della Santa Rita

Le fiamme gialle tornano alla clinica Santa Rita. Un altro tassello nella vasta inchiesta sulle presunte truffe al sistema sanitario nazionale, che sta impegnando da mesi la Procura. Ieri, i militari del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale si sono presentati in via Jommelli per sequestrare le cartelle cliniche dell’unità di Chirurgia toracica. Nel fascicolo aperto dei pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano - che ipotizzano il reato di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale e falso in atto pubblico - finisce così il nome del responsabile del reparto. Ancora una volta, secondo i magistrati, i drg (diagnosis related group, le schede di dismissione ospedaliera) venivano ritoccate al rialzo, per ottenere rimborsi «gonfiati» dalla Regione.
L’iscrizione del primario nel registro degli indagati è solo l’ultima in ordine di tempo. Già nel luglio scorso, infatti, la Santa Rita era finita nel mirino degli inquirenti per presunte irregolarità nella compilazione delle cartelle cliniche.
L’attenzione degli inquirenti si era concentrata, in particolare, sulle terapie di riabilitazione, sulle cure delle alterazioni dell’equilibrio e sugli interventi per insufficienza cardiaca, rinoplastica, al midollo spinale e dermatologici. I destinatari degli avvisi di garanzia erano stati sette, tra cui, oltre ai due dirigenti, alcuni medici dei settori di chirurgia generale, riabilitazione, ortopedia, oculistica e cardiologia. Nel pieno della «bufera», la Santa Rita aveva immediatamente sottolineato «la piena regolarità» del proprio operato.
E proprio il reparto di Chirurgia toracica è stato chiuso mercoledì dalla Asl, dopo un’ispezione del Noc, il Nucleo operativo di controllo delle Aziende sanitarie, affiancato dagli ispettori della Regione. Si tratta di 276 letti accreditati con il servizio pubblico, per i quali ora la convenzione è stata sospesa.