Indagine su 550 donne italiane, l’86 per cento delle milanesi non rinuncia all’occupazione dopo il primo figlio. Il tempo libero è il più sacrificato Bebè e lavoro, fotografia delle supermamme

In cima alle preoccupazioni il mal di pancia del bimbo ma solo il 5 per cento si assenta dall’ufficio se il piccolo sta male. E c’è un 43 per cento di «serene e organizzate»

Laura Sonzogni

Si destreggiano tra lavoro, incombenze domestiche e soprattutto lui, il piccolo «intruso» che - parola del comico e padre Cristiano Militello - ce la mette tutta per complicare le giornate già intense, «sgusciando sul fasciatoio come una trota sul lavandino» e «producendo cose che non ti aspetteresti nemmeno dall’intestino di Bukowski». È questo il ritratto semiserio della super-mamma al centro della ricerca di Nextplora, commissionata da Plasmon in occasione della presentazione di Baby Special, quattro nuove linee di prodotti per il benessere del bambino. La ricerca si è concentrata sul vissuto dei genitori e in particolare delle mamme (550 in tutta Italia), per capire come cambia dopo l’arrivo di un figlio e quali sono le principali ansie che quest’evento porta con sè.
Rispetto al passato, le donne di oggi non rinunciano al lavoro dopo la maternità: il 71 per cento del campione milanese dichiara di lavorare ancora a tempo pieno dopo il primo figlio e l’86 per cento afferma che l’impegno sul lavoro è rimasto invariato. Ma, dal momento che il tempo a disposizione è rimasto invariato, a rimetterci sono soprattutto gli interessi personali, come cinema, lettura e teatro (per il 29 per cento), le uscite di coppia (per il 23 per cento), quelle con le amiche (per il 14 per cento). Per far fronte alla gestione quotidiana dei nuovi impegni familiari il 45 per cento delle mamme milanesi ricorre soprattutto all’asilo pubblico o privato. Piazza d’onore per i papà, che si aggiudicano il secondo posto superando le nonne, il cui aiuto viene richiesto in modo più saltuario.
Con un figlio, diminuisce il tempo libero ma aumentano le preoccupazioni: il mal di pancia, l’inappetenza e l’insonnia del piccolo sono in cima alla vetta dei pensieri delle neo-mamme. Il neonato con i suoi piccoli problemi scombussola letteralmente il menage familiare, soprattutto quando sotto il piumino di Winnie The Pooh giace un piccolo diavoletto irrequieto che, di dormire, non vuole proprio saperne: in questo caso l’89 per cento delle mamme passa la notte in bianco. Solo per un 5 per cento questo disturbo del piccolo si traduce in ritardi o assenze sul lavoro, ma gli effetti si fanno sentire sulla gestione della casa (per il 22 per cento) e sulla frequenza delle visite pediatriche (per l’11 per cento). Il pediatra resta la principale figura di riferimento di tutte le mamme italiane, anche se sempre più spesso quelle milanesi cercano informazioni e suggerimenti sulle riviste specializzate o in rete.
Nonostante tutte queste incombenze, a fronte di un 18 per cento di mamme in preda all’ansia e all’apprensione, la maggior parte si dichiara serena ed organizzata (il 43 per cento), attenta ed informata (il 25 per cento) o, al massimo, impegnata e sempre di fretta (il 15 per cento).