Un’indagine sulle allodole

La letteratura ornitologica sulla determinazione del sesso dell'allodola risulta povera di indicazioni fino ai recenti studi effettuati con il contributo determinante dell'Anuu Migratoristi, dall’èquipe di Sergio Scebba sulla specifica materia con l'inanellamento di oltre 11mila esemplari fino alla stagione 2005.
A questo proposito abbiamo solo la pubblicazione di un articolo scientifico in inglese sulla rivista Ringing & Migration del 2001, basato sulla determinazione del sesso dell'allodola e poi è stato pubblicato in italiano dall'Anuu Migratoristi (ed. 2001 e 2003) due rapporti «Alauda 2000» dove viene descritto con precisione il metodo di Harding-Cassie. Il metodo consiste nel convertire i diversi valori di una distribuzione di frequenza di un determinato parametro biometrico (in particolare la lunghezza dell'ala, della terza remigante primaria esterna e della coda), in percentuali di frequenza e questi valori vengono poi riportati su un foglio di probabilità aritmetica. In questo modo è stato identificato il sesso dell'88% degli uccelli catturati.
Nel rapporto «Alauda 2000» è descritto con estrema precisione, ma non è necessario applicarlo in quanto vengono poi forniti i risultati conclusivi, ovvero il range di valori di ala, (corda massima), terza remigante e coda del maschio e della femmina utilizzabili per l'identificazione del sesso. A differenza di quanto avviene per altre specie di uccelli sembra che l'allodola non abbia stimolato particolare curiosità negli autori del passato. L’attuale scelta ricade sui tre più frequentemente citati.
1) Dimensioni e peso del soggetto, nel maschio leggermente superiori rispetto alla femmina.
2) Lunghezza dell'ala (corda massima) e del becco, nel maschio risulterebbero superiori. Per la lunghezza dell'ala esistono tre diversi metodi ma quello più usato e a cui fanno riferimento le misure qui riportate è il metodo della corda massima che corrisponde alla lunghezza dell'ala appiattita e raddrizzata, partendo dalla giuntura (il gomito) fino alla punta della primaria più lunga, con approssimazione di 0,5 mm. Tra 106 e 109 mm. vi sono ancora soggetti femmine e nell'intervallo tra 109 e 114 possono trovarsi sia maschi che femmine. Per essere sicuri che si tratti di un maschio la lunghezza dell'ala deve andare da 115 in su (per la femmina da 99 a 109).
3) Osservazione della regione cloacale con riferimento al periodo riproduttivo: nel maschio la cloaca appare piuttosto stretta, tondeggiante, leggermente sporgente e con piumette relativamente lunghe e dure attorno al bordo esterno. Nella femmina appare allungata, piatta, rosea e senza il contorno di piumette «robuste» nel periodo degli amori, inoltre, presenta una leggera dilatazione.
Con l'utilizzazione di tutti questi parametri è quindi possibile determinare con un certo margine di sicurezza il sesso del soggetto in esame. È comunque importante ricordarsi che queste caratteristiche sono più rilevabili nei soggetti adulti mentre in quelli giovani (al di sotto dell'anno di età) esse appaiono meno evidenti.