Indagini Pasqua in carcere per Chiesa Per i giudici potrebbe ripetere il reato

È stata respinta la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore di Mario Chiesa, l’ex protagonista dell’inchiesta Mani Pulite riarrestato - a 17 anni di distanza - nell’ambito dell’indagine sullo smaltimento dei rifiuti condotta dalla Procura di Busto Arsizio.
Decisiva, nel convincere i magistrati della necessità di far passare la Pasqua in cella al 65enne Chiesa, è stata la testimonianza di un suo presunto complice: Michelangelo Balestrucci, uno dei titolari della società Solarese, arrestato insieme ai fratelli Andrea e Mirella nel blitz che ha portato in carcere Chiesa. Interrogato giovedì pomeriggio, Balestrucci ha raccontato ai magistrati bustesi che Chiesa - nonostante fosse uscito di scena formalmente alcuni anni fa - avrebbe continuato ad operare di fatto nel business dei rifiuti fino al 2009.
In questo modo Balestrucci, difeso dall’avvocato Carlo Coppini, ha fornito all’accusa l’elemento decisivo per sostenere che se Chiesa tornasse libero potrebbe tornare a commettere reati dello stesso tipo di quelli per i quali è tornato sotto accusa.