Le indagini su Scaglia e le manovre su Fastweb

Il titolo con volumi eccezionali crolla L’ombra degli illeciti. Il rischio scalata

da Milano

Una vecchia indagine della Procura di Roma su EdisonTel (poi comprata da Eutelia). La pubblicazione di un presunto coinvolgimento di Fastweb e del suo fondatore Silvio Scaglia, insieme ad una pattuglia di manager. Le indiscrezione del quotidiano La Repubblica che parlano di possibili evasioni Iva da centinaia di milioni di euro. Ma soprattutto una società scalabile come Fastweb, il cui fondatore proprio la settimana scorsa aveva alleggerito la proprio posizione, che crolla in Borsa. Elementi di quello che si può presentare come l’ennesimo giallo giudiziario-finanziario nel mondo delle Tlc.
Ma andiamo per ordine. Secondo indiscrezioni raccolte da Giovanni Pons per il quotidiano Repubblica il vertice di Fastweb, compreso il fondatore Silvio Scaglia, sono indagati dalla procura di Roma per false fatturazioni. Solo le smentite piovute in due riprese dal quartier generale del gruppo milanese hanno permesso un modesto recupero, rispetto ai minimi toccati in avvio (-8,45% a 38,6 euro). I titoli della società di tlc hanno comunque chiuso la seduta in ribasso del 4,16% a 40,5 euro.
A pesare sul titolo, dunque, la notizia di un’indagine della Procura di Roma sulla compagnia e altre società (per tutto il pomeriggio di ieri sono girate indiscrezioni non confermate su un coinvolgimento nell’inchiesta anche di Eutelia e Telecom Italia, che però smentisce) in relazione a un commercio di traffico telefonico fittizio per gonfiare il fatturato e creare un credito Iva complessivo di oltre 170 milioni di euro. Fastweb ha risposto con una nota nella quale giudicava le indiscrezioni «prive di ogni fondamento». In un secondo comunicato, poi, ha precisato che il presidente Scaglia e il consigliere Mario Rossetti non sono mai stati oggetto di indagine e non hanno mai ricevuto alcun avviso di garanzia. Ma la Procura di Roma, tuttavia, nel precisare che non ha alcuna responsabilità sulla fuga di notizie ha di fatto confermato l'esistenza dell'inchiesta.
L'iniziativa giudiziaria arriva in un periodo non facile per Fastweb, almeno in borsa. Dopo il recente annuncio della riduzione dal 25 al 18,75% della partecipazione di Scaglia, il titolo ha subito consistenti perdite. Tutto ciò proprio all'indomani della pubblicazione dei risultati provvisori per il 2006 e delle dichiarazioni di Scaglia al Financial Times al quale aveva detto che voleva rafforzare la collaborazione con Vodafone. Nelle prime sedute dell'anno i titoli della compagnia di tlc hanno corso molto, mentre dalla vendita della quota di Scaglia sono passati da un valore di 45,5 euro ai 40,5 euro di ieri. Impressionanti gli scambi: oltre 12,1 milioni di pezzi contro una media di 1,6 milioni. Per dare un’idea dei volumi si tratta del 15 per cento del capitale del gruppo che è passato di mano. Per arrivare a movimenti simili si deve andare indietro di sette anni: al momento della quotazione nel 2000 e ai primi tre giorni di Borsa che hanno visto scambi di simile portata. Insomma un vortice di acquisti e vendite dietro alle quali si sono certamente formate posizioni diverse rispetto alla geografia dell’azionariato di sole poche settimane fa. Fastweb ha finalmente iniziato a generare cassa, il suo Fondatore ha goffamente deciso la sua discesa nell’azionariato, lasciando campo libero a possibili speculazioni. Non si tratta di una zattera. Ma di una nave con qualche tesoretto, pronta alla prima difficoltà ad essere catturata.