GLI INDECISI

Nonno Libero Lino Banfi... Per chi vota alle prossime elezioni?
«Sono indeciso. Mai vista una campagna elettorale così comica, sgretolata, falsa... Eppoi sembra condotta da Umberto Eco...».
Cosa c’entrano i sociologi?
«Perché uno dice una cosa e mezz’ora dopo l’avversario la ripete a macchinetta. Mi sembra di sentire l’eco... Uno fa: “Abbasseremo le tasse”. E subito gli altri scimmiottano: “Abbasseremo le tasse”. Oppure: “Noi vogliamo una sanità che funzioni e accessibile a tutti”. E gli altri, come pappagalli: “Noi vogliamo una sanità che funzioni...”».
Programmi fotocopia, insomma...
«Esatto. C’è una novità, però: fino a ieri l’importante era non mandare al governo Berlusconi. Ora, a sinistra, l’importante è non mandare al governo né Berlusconi né Veltroni».
Buona questa...
«Sono un comico, devo saper sdrammatizzare, no? Altro refrain dei politici: buoni propositi sempre da parte di tutti: lotta all’evasione fiscale, lotta alla mafia, lotta al carovita. Poi però...».
Tutto già sentito troppe volte?
«Sì, con qualche sorpresa. Veltroni, per esempio, ha appena detto che tutti i politici dovrebbero chiedere ai mafiosi di non votare per il proprio partito».
E cosa c’è che non va?
«Una bella cosa ma, scusi, mi viene da ridere».
Meglio la prima o la seconda Repubblica?
«La terza».
Anche lei deluso dalla Casta, insomma: ha proprio ragione Beppe Grillo?
«La gente è incazzeta veramente. Capisco lo strepitoso successo del blog di Beppe Grillo. Però è anche troppo facile puntare il dito e gridare “Fanno tutti schifo, sono tutti ladri”».
Insomma, diserterà la cabina elettorale?
«Deciderò all’ultimo momento. Ma a proposito di indecisione nell’urna, le recito i seguenti versi».
Prego...
«Se Bertinotti si chiamasse Bertinoni.
Se Pier Casini si chiamasse Casoni,
non ci sarebbero indecisioni.
Per par condicio tutti in “oni”.
Non creerei le solite confusioni: Walterino è solo lui: Veltroni.
Gianfranchino diventa Finoni.
Pierfernandino, voilà, è Casoni.
Il Silvietto l’è lù, l’è Berlusconi.
E lord Brummell Faustino è Bertinoni.
Questi cinque big so che sanno cantare.
Uno canta in brianzolo, uno in romagnolo e l’altro, il romanaccio, canta non c’è malaccio.
Prima di votare, tento una novità. Sondo: chi canta nella mia tonalità i miei quattro voti, ok, li piglierà».
Ma insomma, non mi ha ancora detto a chi va la sua preferenza...
«A tutti quelli il cui nome finisce per “oni”».