Indennizzi e benefici fiscali Così i Comuni hanno detto sì

Nel decreto legge sono previsti vantaggi economici per «le popolazioni residenti nei luoghi sedi di impianti»

da Roma

Arriveranno benefici fiscali per chi si prende la «monnezza». È confermato nel decreto legge sui rifiuti in discussione alla commissione Ambiente della Camera: nel testo urgente che punta a risolvere il problema della spazzatura in Campania sono previsti «benefici fiscali e contributivi» per «le popolazioni residenti nei Comuni sedi di impianti di discarica». È l’articolo 9 del dl che ora il parlamento dovrà convertire in legge, comma numero 7: sarà un’«ordinanza del presidente del Consiglio», a decidere, caso per caso e «d’intesa con il ministero dell’Economia e delle Finanze», le «discipline specifiche in materia di benefici fiscali», previa «individuazione della specifica copertura finanziaria» per i cittadini dei territori dove sorgeranno nuovi depositi di spazzatura.
«Non è indicata nessuna cifra - spiega il relatore del testo alla commissione Ambiente, Agostino Ghiglia - ma verrà decisa di volta in volta sentite le richieste dei Comuni». Nella discussione in commissione non sono stati per ora accolti (o sono stati ritirati) gli emendamenti del Pd, mentre il governo ha presentato un suo emendamento per semplificare ulteriormente la macchina di enti grandi e piccoli che in Campania si occupano di ambiente: la correzione al dl di iniziativa governativa prevede la creazione dell’«Istituto di ricerca per la protezione ambientale» (Irpa), a cui verranno trasferite le competenze «dell’Apat dell’istituto nazionale per la fauna selvatica».
Di indennizzi per Comuni e frazioni sedi di discariche o nuovi termovalorizzatori si parlerà anche nel consiglio comunale di Napoli di oggi, che avvierà la discussione sul bilancio. Il gruppo di Alleanza nazionale, in particolare, sta preparando un ordine del giorno proprio su questo argomento: «È giusto che i Comuni che ospitano i siti di discarica o di nuovi impianti ottengano una compensazione», valuta il consigliere di An Andrea Santoro. Non si tratta di «monetizzare un fastidio - spiega - tutti gli impianti saranno a norma e senza pericoli per i cittadini, ma è impensabile che chi ospita discariche paghi ad esempio la tassa rifiuti a fronte di una serie di disagi».
E a Chiaiano? A Chiaiano sono ancora convinti che la discarica non aprirà. E che quindi non è necessario parlare di indennizzi, per ora. «Ancora non entriamo in una fase di trattativa per eventuali benefici - chiarisce al Giornale il presidente della municipalità di Chiaiano, Carmine Malinconico (Comunisti italiani) - perché riteniamo che la scelta non sia ancora definitiva. Non ci sono le condizioni tecniche e ambientali. Per questo aspettiamo a chiedere indennizzi».
Ma il decreto rifiuti avanza. E a proposito dei dubbi del Csm sulla Superprocura, ossia la gestione da parte della procura di Napoli di tutte le inchieste sui rifiuti, come è previsto dal decreto legge, Ghiglia chiarisce: per evitare l’ingolfamento criticato dal Consiglio superiore della magistratura, si procederà a un «aumento di organico» alla procura di Napoli. Il ministero della Giustizia sta già procedendo allo spostamento di 20 «unità in sovrannumero» in altre Procure, ha anzi informato in serata il sottosegretario Giacomo Caliendo.
Il Csm, comunque, non ha mosso critiche, ha chiarito ieri il vicepresidente Nicola Mancino, che in una nota ha attaccato invece la «lettura del tutto fuorviante» da parte di molti giornali del parere approvato sul dl: «Il Csm non ha detto no alla Superprocura», ha precisato Mancino.