Indesit Chiude in Galles e a Torino, 900 dipendenti a rischio

Fatturato in calo del 20% nei primi due mesi del 2009. Indesit Company conferma le anticipazioni di stampa e precisa il senso delle dichiarazioni del suo amministratore delegato, Marco Milani, dei giorni scorsi. «La debolezza del fatturato dovuta alla debole domanda di mercato, soprattutto se confrontata con i primi due mesi dell’esercizio precedente e all’impatto sfavorevole dei cambi - si legge in una nota dell’azienda - risulta peraltro in linea con le previsioni anticipate lo scorso 11 febbraio, in occasione della comunicazione dei risultati preliminari 2008». Nel quarto trimestre 2008, conclude il comunicato, il calo del fatturato è stato del 15%. Intanto la società ha comunicato ieri ai sindacati del Galles la decisione ufficiale di chiudere lo stabilimento di Kinmel Park che impiega 305 addetti per la produzione di lavatrici. La comunicazione apre ufficialmente la procedura di consultazione con il sindacato al termine della quale, se non verranno individuati percorsi alternativi o strumenti per rendere meno pesante l’impatto sociale, l’azienda italiana provvederà alla chiusura definitiva della fabbrica. Tuttavia lo stabilimento gallese non è il solo nel mirino. L’azienda, infatti, ha preso in considerazione anche la chiusura della fabbrica di None (Torino), dove si producono lavastoviglie. Ieri mattina, quando circolavano le prime indiscrezioni, I lavoratori di None sono scesi subito in sciopero e hanno sfilato in corteo fino al Comune. «La risposta - commenta una nota della segreteria Fiom torinese - la Indesit l’ha già avuta dai lavoratori di None». Tra Indesit e sindacati è previsto un incontro nella sede dell’Unione Industriale di Torino il 5 marzo. Lo stabilimento di None occupa circa 600 dipendenti.