Indesit chiude in Gran Bretagna L’Italia non lo sa

da Milano

Indesit company chiuderà un’unità produttiva in Gran Bretagna, dove si fabbricano frigoriferi free standing, modelli a basso valore aggiunto. Il gruppo conta di trasferire le linee in Paesi a minor costo di manodopera, in particolare in Polonia e Turchia. La notizia, data ai sindacati inglesi, è stata ripresa dalla stampa britannica ma non è stata diffusa in Italia (dove Indesit è quotata in Borsa: ieri più 5,38%). La chiusura dell’impianto di Peterborough, 100 chilometri a Nord di Londra, avrà effetto dal 31 ottobre e interesserà 420 lavoratori, che l’azienda auspica possano venir riassorbiti da altre fabbriche locali. Dopo la decisione, comunicata a metà maggio, sono stati avviati i 90 giorni di consultazione e confronto con i dipendenti, come richiesto dalla legge inglese.
La stampa britannica ha riferito anche di un curioso retroscena. Quattro mesi fa un impiegato della fabbrica si era imbattuto in un fax aziendale dal quale emergeva che i posti di lavoro erano a rischio. Alla richiesta di chiarimenti da parte dei sindacati, il direttore di Indesit UK, Carlos Ramos, aveva ufficialmente smentito, assicurando che non c’era alcun pericolo per i lavoratori. A metà maggio la brusca smentita della smentita: «Sorry, cesseremo tutta la produzione».
In Gran Bretagna Indesit è presente con tre siti produttivi, per un totale di circa 4.500 persone; a Peterborough c’è anche il quartier generale del gruppo, che da solo occupa mille dipendenti. Negli anni scorsi nel territorio inglese era già stata chiusa una fabbrica di elettrodomestici per la cottura, che occupava 700 dipendenti. Il gruppo riferisce che in breve tempo la gran parte di essi aveva ritrovato lavoro, grazie anche ad attività di formazione e riqualificazione avviate dalla stessa Indesit.