In India alleanza cattolici-islamici

Il Codice da Vinci manda in trincea in tutto il mondo i cattolici e a tre giorni dalla sua prima nelle sale di (quasi) tutto il pianeta, la strenua lotta delle comunità cattoliche contro il colossal della Sony produce qualche piccolo miracolo, come un'inedita alleanza «anti-blasfemia» in India fra la minuscola minoranza cattolica e la corposa minoranza islamica o la protesta di diversi politici in un Paese islamico come l'Azerbaijan. Se nelle «cattolicissime» Filippine il risultato è in qualche modo deludente, perché il film uscirà, anche se vietato ai minori, in Thailandia, dove sarà proiettato «mutilato» degli ultimi dieci minuti, in Corea del Sud un tribunale ha respinto il ricorso dei fedeli di Roma contro l'uscita del film. In India, invece, l’opposizione al film registra una vittoria con l'improvvisa frenata del ministro dell'informazione, che ha deciso di sospenderne l'uscita in attesa di visionare la pellicola insieme ai cattolici per stabilire se esso offenda veramente i sentimenti religiosi. Ad Atene ieri sera centinaia di cristiani ortodossi greci hanno manifestato nella piazza principale per chiedere che il film Il Codice Da Vinci - ritenuto «sacrilego per l'immagine di Cristo» - sia ritirato dalle sale cinematografiche. Sventolando bandiere greche e bizantine, i manifestanti hanno accusato «la frammassoneria internazionale» e «i sionisti di Hollywood» di fomentare una «provocazione blasfema». Hanno inoltre sottolineato che «occorre proibire il pellicola» e che «si deve smettere di insultare il nome sacro di Cristo».