India, donna bruciata viva da estremisti indù

Alcuni estremisti avrebbero dato fuoco a un orfanotrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali (nell'Est del Paese). La vittima non è una religiosa, ma una volontaria cristiana. Gravemente ferito un sacerdote

New Delhi - Una suora sarebbe stata bruciata viva nell’est dell’India da presunti estremisti indù. Secondo la polizia, gli estremisti indù avrebbero dato fuoco a un orfanatrofio gestito da missionari cristiani a Khuntapali, nell’est del paese, 400 chilometri a ovest di Bhubaneshwar, capitale dello Stato di Orissa. Una suora sarebbe stata uccisa e un prete sarebbe rimasto gravemente ferito. In passato ci sono già stati episodi di attacchi di estremisti induisti a missionari cristiani. Nel 2000 il missionario australiano Graham Staines fu ucciso assieme ai due figli da una folla inferocita che diede fuoco alla loro vettura.

L'arcivescovo smentisce La donna arsa viva nell’incendio dell'orfanotrofio nello stato indiano dell’Orissa non sarebbe una suora, secondo quanto riferito dall’arcivescovo della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar, Raphael Cheenath, il quale ha anche smentito che un’altra suora sia stata violentata. La donna morta - ha detto - era una cristiana laica che aiutava nella cura della struttura e dei suoi ospiti. Cheenath ha invece confermato che un sacerdote sarebbe stato ferito gravemente e che è alta la tensione nello Stato dopo l’uccisione del leader fondamentalista indù Swami Laxanananda Saraspati, che alcune personalità induiste locali hanno attribuito ai cristiani. Questa sera si terrà la cerimonia funebre in onore di Laxanananda. "C’è molta gente nelle strade - ha detto l’arcivescovo - e la tensione è molto alta. La polizia controlla la folla - ha aggiunto - ma è disarmata". Il presule ha poi rinnovato il suo cordoglio per la morte di Swami Laxanananda, della cui uccisione ha fin dall’inizio negato ogni responsabilità da parte cristiana. "Nonostante questo, le violenze contro famiglie e strutture della comunità cristiana della zona sono tuttora in atto in varie località, fino alla vicina diocesi di Sambalpur, e siamo molto preoccupati di quello che potrà accadere". 

Le violenze "La nuova fiammata di distruzioni è cominciata ieri mattina e continua ancora oggi, con personalità indù che arringano la folla alla distruzione e accusando i cristiani di aver ucciso un leader fondamentalista indù, Swami Laxanananda Saraspati, e cinque suoi adepti" scrive Asianews. "L’uccisione è avvenuta la sera di sabato 23 agosto, fra le 21 e le 22, nella sede del suo ashram, nel distretto di Kandhamal. Gli assalitori, una ventina, sono entrati durante una sessione di yoga e hanno sparato colpi all'impazzata, lanciando anche granate. Nei giorni precedenti lo Swami era stato minacciato da un gruppo maoista che voleva mandarlo via dalla zona, accusandolo di innescare conflitti etnico-religiosi. Per tutta risposta lo Swami aveva decretato una manifestazione di protesta contro i musulmani del Jammu-Kashmir. I radicali indù stanno però usando questa uccisione scaricando le colpe sui cristiani". Oltre alla morte della donna, Asianews ha registrato la distruzione del centro pastorale della diocesi di Bhubaneshwar, di un centro sociale, di una chiesa, di una casa parrocchiale, di una cappella e di due pulmini di suore.