In India «Playboy» riveste le conigliette

Maria Grazia Coggiola

da New Delhi

Nella patria del kamasutra non c’è posto per il nudo di Playboy. La famosa rivista americana per soli uomini ha annunciato il lancio di un'edizione indiana, ma senza nudi e con un altro nome ancora tutto da inventare. Nel Paese del Mahatma Gandhi, dove le coppiette sono schiaffeggiate nei parchi da poliziotte della buon costume, le riviste a luci rosse sono ancora tabù. La scelta di Playboy è coraggiosa, ma è significativa di un cambiamento in atto in India, dove grazie al boom dell'informatica si sta formando un ceto medio affamato di qualsiasi prodotto occidentale, pornografia compresa. A dare l'annuncio è stata Christie Hefner, direttore di Playboy Enterprise e figlia del fondatore Hugh Hefner. «Si tratta di una svolta importante per noi», ha detto parlando dell'edizione indiana senza fotografie erotiche, ma con più articoli di società e costume, interviste a celebrità e sport.
Per una rivista che ha guidato la rivoluzione sessuale negli Stati Uniti e in Europa è un cambiamento epocale. D'altronde non ha scelta. È una questione di sopravvivenza. Le vendite negli Usa sono in ribasso, mentre quelle provenienti dalle edizioni in 20 Paesi sono aumentate del 13% nel 2004. Le conigliette di Playboy sono forse un po' antiquate per i lettori occidentali, ma nei Paesi asiatici riescono ancora ad esercitare il loro fascino. E in particolare in India, dove il mercato del sesso è solo agli albori, anche se sta facendo passi da giganti. Fino a pochi anni fa, i baci sulle labbra erano proibiti nei film di Bollywood, la prolifica industria cinematografica di Bombay. Oggi un rispettabile settimanale di informazione come India Today, sollevando una marea di indignazione da parte dei lettori, ha pubblicato un sondaggio sulle preferenze sessuali delle single indiane parlando esplicitamente di orgasmo e di avventure extraconiugali.
D'altra parte però si è ancora ai tempi del medioevo in materia di sesso. Per fortuna, dicono i rappresentanti dei partiti conservatori, che hanno perso le elezioni contro il Congresso di Sonia Gandhi e che temono un «effetto Thailandia», meta turistica sessuale per eccellenza. L'anno scorso i «dance bar» di Bombay, locali in cui i clienti lanciavano banconote a ballerine ammiccanti, ma vestite di tutto punto, sono stati chiusi mettendo sulla strada migliaia di ragazze. In certi Stati indiani più proibizionisti, perché guidati da partiti religiosi induisti, la polizia fa la ronda nei parchi pubblici, l'unico posto dove le giovani coppie si possono appartare per scambiarsi qualche fugace effusione.
In India la stragrande maggioranza dei matrimoni è combinata dalle famiglie e i rapporti sessuali prematrimoniali o tra appartenenti a differenti caste, soprattutto nei villaggi rurali, scatenano sanguinose faide. Questa India arcaica, però, sta velocemente trasformandosi grazie a un mercato che si sta aprendo a prodotti stranieri e a internet. E soprattutto grazie alle disponibilità economiche di una classe di «nuovi ricchi» che cercano prodotti raffinati, abiti alla moda e anche uno status symbol del machismo come Playboy. In India c'è un potenziale mercato di 200 milioni di lettori di settimanali e di 79 milioni lettori di quotidiani, il più grande dopo la Cina. Inoltre la popolazione è giovane, il 35% del miliardo e passa di indiani ha meno di 15 anni. Di recente poi il settore dell'informazione è stato liberalizzato aprendo le porte a investimenti stranieri. Per quanto riguardo le riviste maschili non ci sono molti concorrenti. L'unico mensile che potrebbe dare fastidio a un Playboy senza conigliette potrebbe essere Man's World che si rivolge a un uomo abituato a viaggiare, raffinato nei gusti e nel vestire e con un portafoglio molto gonfio. Esistono poi le classiche riviste pornografiche, che si trovano in certe edicole, accuratamente celate tra gli scaffali. In alcuni mercati, frequentati da occidentali e dalla ricca borghesia di New Delhi, come il popolare Khan Market, si trovano anche pubblicazioni straniere a dei prezzi esorbitanti, di recente esposte senza troppo imbarazzo nella parte alta degli scaffali a muro. Ma è un'eccezione, come le minigonne delle ragazze per strada, in un’India dove domina una certa «pruderie» negli affari di sesso. La notizia dell'arrivo di Playboy - o di come si chiamerà - ha lasciato molti perplessi. «Il concetto di single è abbastanza nuovo - spiega il direttore di Man's World, Radhakrishna -. Prima di sposarsi un ragazzo vive con i genitori e dopo con la moglie che, di certo, non gradisce vedere Playboy sul comodino da notte o in bagno».
Maria Grazia Coggiola