India, poveri esclusi dal centro commerciale di super-lusso

Inaugurato da pochi mesi, l’Emporio Mall di New Delhi, è diventato il simbolo di un Paese dove è sempre più crescente il divario tra &quot;quelli che hanno&quot; e &quot;quelli che non hanno&quot; e diviso sempre più da violenze sociali e religiose. Per entrare a fare shopping si paga<br />

Soffitti placcati in oro, fontane esotiche, marmi italiani, un rumore di fondo somigliante al tintinnio di bicchieri di champagne: l’Emporio Mall di New Delhi è il posto perfetto dove passare un pomeriggio curiosando o facendo shopping nei molti negozi all’ultima moda. Il nuovissimo centro commerciale, abbellito da palme e riempito dal profumo di lavanda, è l’esclusiva terra di conquista dell’India più ricca che, nonostante la crisi mondiale del credito, ha montagne di denaro da spendere nell’abbigliamento più costoso, disegnato dai soliti noti stilisti internazionali.

Ma l’accesso a questo paradiso garantito dall’aria condizionata, lontano dal brusio e dal traffico della metropoli, costa 5 euro: in pratica il salario di una settimana dell’80% della popolazione indiana. E così, con una miriade di guardie private impegnate a tener fuori gli indigenti e con il suddetto prezzo d’ingresso, molti osservatori hanno facile gioco nel descrivere l’Emporio Mall, primo centro commerciale di extra-lusso inaugurato pochi mesi fa, come il simbolo dell’apartheid economica che divide sempre più, in India, quelli “che hanno” da quelli “che non hanno”.

Sociologi e politologi confrontano i lussuosi atri dell’Emporio Mall con le fogne a cielo aperto della bidonville di Yamuna Pushta, una delle più tristemente famose di New Delhi. E fanno in fretta a collegare questo gap, sempre più evidente, con le violenze sociali e religiose che stanno scuotendo un paese la cui crescita, negli ultimi quattro anni, è stata intorno al 9% all’anno. Ma che non ha saputo dividere ragionevolmente la ricchezza creata.