India, strage sul treno della pace

Due bombe esplose sul convoglio che unisce India e Pakistan alla vigilia dei colloqui tra i ministri degli Esteri. Tra i 610 passeggeri 67 morti e 15 feriti, in maggioranza pachistani. Musharraf: "Il processo di pace non si ferma"

Nuova Delhi - Si chiama "treno della pace", Samjhauta Express, dal 2004 porta passeggeri e un messaggio di distensione tra India e Pakistan. Fino a stanotte quando un attentato terroristico ha dilaniato il convoglio a Panipat, circa 100 chilometri a Nord di Nuova Delhi provocando la morte di 67 passeggeri, bruciati vivi tra i vagoni. Almeno 15 dei numerosi feriti versano in condizioni critiche. Le due esplosioni sono avvenute poco dopo la mezzanotte tra le carrozze 10 e 11, mentre un terzo ordigno inesploso è stato fatto brillare, hanno riferito le autorità ferroviarie indiane spiegando che le bombe sono state probabilmente attivate a distanza, forse con telefoni cellulari. L'attentato, del quale sono rimasti vittima soprattutto cittadini pachistani, appare un chiaro colpo contro il dialogo fra Nuova Delhi e Islamabad, anche per la scelta dei tempi. Domani è infatti atteso nella capitale indiana il ministro degli Esteri pachistano Khurshid Mehmoood Kasuri.

Obiettivo "L'obiettivo è chiaro - ha dichiarato il ministro indiano delle Ferrovie Lalu Prasad Yadav - è un tentativo di destabilizzare la pace fra India e Pakistan". Il grave attentato "non fermerà il processo di pace fra i due paesi" ha dichiarato oggi il presidente pachistano Pervez Musharraf. "Non permetteremo agli elementi che vogliono sabotare il processo di pace in corso di avere successo nei loro malvagi disegni", ha affermato, dopo aver espresso profondo dolore e choc per le vittime. Il capo di Stato pachistano ha inviato le sue condoglianze alle famiglie colpite, e espresso l'auspicio che l'India faccia di tutto per portare i responsabili davanti alla giustizia. "Simili atti di terrorismo - ha sottolineato - non serviranno ad altro che a rafforzare la determinazione a raggiungere una desiderata pace sostenibile fra i due paesi".

La dinamica A bordo del treno, in viaggio fra Nuova Delhi e Lahore, in Pakistan, viaggiavano 610 persone. A provocare la maggior parte delle vittime è stato il violento incendio scoppiato nei vagoni, che è stato spento solo dopo due ore. Le vittime sono morte soffocate dal fumo o per le ustioni e la maggior parte dei corpi sono talmente irriconoscibili, da non poter distinguere gli uomini dalle donne. Il treno svolge un servizio bisettimanale. Per motivi di sicurezza viaggia con molte porte bloccate, mentre gran parte dei finestrini sono protetti da sbarre di ferro. Proprio queste precauzioni hanno intrappolato molte delle vittime. Altri passeggeri sono saltati dal treno, mentre era ancora in corsa, per sfuggire alle fiamme.

Sospetto fermato La polizia indiana ha arrestato un sospetto. Lo ha riferito il ministro per le Ferrovie, Lalu Prasad. L'uomo arrestato era stato visto in uno dei due vagoni che hanno preso fuoco in seguito all'esplosione delle bombe ed è stato fermato sulla base del racconto di alcuni testimoni oculari. Era in compagnia di un altro uomo, dileguatosi dopo l'attentato: entrambi avevano un atteggiamento sospetto e si coprivano il volto con una sciarpa.

Treno della pace Reintrodotto nel 2004, dopo il disgelo delle relazioni indo-pachistane, il treno collega la capitale indiana con il valico di confine di Attari e da qui verso la città pachistana di Lahore, a pochi chilometri dal confine. È un mezzo con un forte valore simbolico, ma è anche l'unico mezzo di trasporto a poco prezzo per le famiglie divise dalla "partizione del subcontinente indiano" nel 1947. Tra India e Pakistan esiste attualmente un collegamento aereo e un servizio di bus Delhi-Lahore, il famoso "autobus della pace" introdotto dall'ex premier Atal Mehari Vajpayee nel 1999 e sospeso più volte a causa della rivalità tra le due potenze nucleari.

Pachistani Tra i 66 passeggeri che hanno perso la vita delle bombe del Samjhauta Express ci sarebbero anche dei pachistani che stavano ritornando in patria. Significativamente il governo indiano ha già annunciato che faciliterà l'ingresso in India dei loro familiari. È la prima volta che dei cittadini pachistani risultano tra le vittime innocenti di un attacco esplosivo in India.

Condanna Il Pakistan ha condannato come "orribile atto di terrorismo" le esplosioni e l'incendio, attribuiti dalla polizia indiana ad un attentato. "È un orribile atto di terrorismo, di cui la maggior parte delle vittime è costituita da pachistani", ha detto Tasnim Aslam, portavoce ministro degli esteri, Kursheed Mehmood Kasuri, che ha aggiunto di "voler mantenere una riserva nei commenti" e di voler comunque attendere i risultati dell' inchiesta dell'India. "Noi condanniamo questo atto ed esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime", ha detto Aslan, ribadendo che la strage "non rimette in causa" la prevista visita del ministro degli esteri a New Delhi da domani al 23 febbraio. A fine febbraio invece è previsto l'inizio del terzo round di negoziati (in gergo tecnico è il "composite dialogue") ormai entrati nella fase cruciale di discussioni sul nodo principale del Kashmir.

Kashmir Sulla disputa territoriale della regione himalayana, contesa da oltre mezzo secolo, ci sarebbero anche dei passi in avanti. Secondo indiscrezioni della stampa indiana in questi mesi sarebbe al lavoro un "canale diplomatico" parallelo tra il presidente pachistano Pervez Musharraf e il premier Manmohan Singh di cui solo pochi loro collaboratori sono a conoscenza. La soluzione passerebbe per il mantenimento della linea di demarcazione, un'autonomia o autogoverno di entrambe le porzioni di territorio contese, apertura dei confini, riduzione delle truppe e una sorta di "meccanismo" di consultazione formato da rappresentanti dei kashmiri. È ancora presto per prevedere quali saranno le conseguenze sul processo di pace.