India, strage in un tempio indù Calpestate dalla folla 150 persone

da Nuova Delhi

Sono almeno 150 i pellegrini schiacciati della folla che ieri mattina fuggiva da un tempio nel nord dell’India alle pendici dell’Himalaya temendo una slavina di fango o un attentato. È l’ultimo bilancio fornito da alcune televisioni indiane.
Alle 10 del mattino oltre 25mila fedeli stavano affollando il tempio e le vie d’accesso al Naina Devi, uno dei templi indù più venerati dell’India. I pellegrini, erano andati a venerare la moglie del dio Shiva nella seconda giornata della festa a lei dedicata, quando la ringhiera della strada d’accesso al tempio, a 400 metri dalle porte del santuario, è crollata sotto il peso della folla. Pensando ad una bomba o ad una slavina, dal momento che sin dal primo mattino aveva piovuto, una folla impazzita e spaventata è scappata dal tempio prendendo d’assalto la piccola strada d’accesso, sulla quale migliaia di pellegrini stavano risalendo per andare a pregare.
La massa di gente che scappava dal tempio si è scontrata con quella che era in coda per risalire e raggiungere il luogo di preghiera. Centinaia di fedeli sono precipitati giù dalla scarpata. Decine sono rimasti schiacciati dalla folla impaurita e inferocita. La polizia, che nel comunicato ufficiale parla di 145 morti totali, ha contato almeno 40 bambini tra le vittime schiacciate dalla folla che è scappata noncurante dei vicini. Proprio i bambini, insieme a donne e anziani, rappresentano il maggior numero di vittime. Le piccole vittime sono state tirate via con forza dalle loro madri e schiacciate dalla folla. Sulla strada, sono rimasti oggetti votivi, abiti e sangue.
Casi del genere sono frequenti in India: a luglio 6 persone rimasero schiacciate dalla folla in Orissa, mentre nel gennaio 2005 furono 330 le vittime della folla nei pressi di Satara.