GLI INDIANA JONES DI GRUPPI E INCARICHI

Ho fatto un sogno. E l’ho fatto adesso, a due anni dalle regionali e a quattro dalle comunali, perchè penso che sia meglio denunciare le cose che possono danneggiare i moderati molti mesi prima delle elezioni, in modo da porre rimedio per tempo. Soprattutto, lo faccio perchè conosco la sinistra, so come strumentalizzano ogni vicenda e non voglio vedere massacrati i candidati del centrodestra per sciocchezze.
Perchè fra amici funziona così: se uno vede un amico danzare pericolosamente sul ciglio di un burrone, o anche solo di una buchetta dove ci si può slogare una caviglia, gli dice di stare attento, in modo che l’amico non si faccia male. Se l’amico si adombra e pensa di essere Indiana Jones o un Indiana Jones applicato alla politica, a quel punto, lo si lascia fare. Sperando non si faccia male.
Delle liti nei Municipi ho parlato nei giorni scorsi. E anche per il Comune ho già dato: so benissimo che il ruolo di Enrico Musso a Tursi non è incompatibile con quello di senatore; so che restare consigliere comunale per lui è un grosso sacrificio, quasi eroico, ma crede che possa aiutarlo per affrontare meglio le prossime elezioni. Noi, come sempre, diamo voce a tutti i lettori: a quelli favorevoli al doppio incarico, come ai contrari. In Parlamento altri hanno fatto scelte diverse: Silvio Berlusconi, ad esempio, ha lasciato l’aula del consiglio comunale di Milano, dove era stato eletto trionfalmente. Per di più, con le preferenze.
Per la Regione, mi piange il cuore vedendo cinque gruppi consiliari del centrodestra (non conto la Lega) che sono composti tutti e cinque dagli esponenti del Pdl. E ancor più mi fa male vedere i biasottiani muoversi sul filo dei cavilli e dei regolamenti per mantenere due gruppi. Lo so: è una questione di soldi, di spazi, di uffici, di personale e di voce in aula e nelle commissioni. Tutti motivi seri e non pretestuosi. Ma facilmente cavalcabili demagogicamente in tempi di antipolitica.
Nessuno, poi, dica che non era stato avvertito.