Indiani d’America ballano a Cogoleto

Francesca Nacini

Una festa curiosa è in preparazione per il prossimo weekend a Cogoleto, una festa «rossa», «rossa» di pelle, che mira a far conoscere alla gente una realtà lontana nel tempo e nello spazio: è la festa degli Indiani d’America intitolata alla Terra Madre e giunta alla quinta edizione. Nel Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di Pratozanino, localizzato sull’Appennino marittimo del Beigua, da domani a domenica, saranno di scena danze, canti, artigianato, racconti, libri, poesie, pittura, conferenze coi nativi americani a cura di «Hunkapi-Associazione Culturale per la divulgazione delle tradizioni degli Indiani d’America». Si tratta di una splendida occasione multiculturale, doppiamente speciale perché coincide con il decimo anniversario dell’associazione che la promuove, organizzata in collaborazione con Provincia e Comune, e a cui parteciperanno esponenti di varie tribù quali gli Assiniboine, gli Hopi e i Lakota; prevista anche l’adesione del campione del mondo di Hoope Dance (racconto danzato delle tradizioni indiane) Quintin Pipestem, della tribù dei Black Foot, e del poeta e artista Gilbert Douville, dei Sioux Brulé, che spiegherà ai convenuti le tecniche per realizzare gli «acchiappasogni» di sua creazione.
Nel complesso ci sarà tutto ciò che può servire per avvicinarsi a questo mondo affascinante e in estinzione, compresi giochi per bambini e pratiche quali l’ippoterapia di supporto concreto ai diversamente abili; sabato alle 19 verrà, inoltre, letta dal regista e attore Giovanni Barlocco una delle più belle dichiarazioni d’amore mai fatte all’ambiente, denominata «Le mie parole sono come le stelle», con cui Capo Seattle, nel 1854, rispose alla proposta del governatore americano Stevens di istituire una riserva acquistando territori dai nativi.
Chissà che cosa avrebbe detto Buffalo Bill, che proprio cent’anni fa visitò Genova, di tanta cultura indiana? Sarebbe forse balzato sul suo fidato destriero per ingaggiare teatrale battaglia? Non si sa, probabilmente i pellerossa stavano simpatici pure a lui.