Indici europei in altalena La recessione Usa fa paura

Recuperano sul finale di seduta le
Borse europee grazie a Wall Street, passata sopra la parità
dopo una prima parte di seduta negativa. Pesano l’inattesa impennata dei sussidi di disoccupazione Usa e la depressione nel manifatturiero a Chicago. Bene Londra e Parigi

Milano - Inutile l'ennesimo taglio della Fed. Le principali piazze finanziarie europee vivono una giornata in altalena che recupera solo sul finale. I mercati si dimostrano ancora troppo fragili e fortemente intimoriti dalle incertezze sulle banche.

Milano poco mossa Chiusura di seduta su basi pressochè invariate per la Borsa valori, che recupera nel finale tutto il passivo accumulato durante la giornata, sfruttando il buon andamento di Wall Street. L’indice Mibtel segna così un negativo dello 0,04%, a 25.985 punti, mentre l’S&P/Mib cede lo 0,13% e l’All Stars sale dello 0,53%. Scambi in crescita a 5,6 miliardi di euro. Dopo un timido rialzo in avvio Piazza Affari aveva puntato decisamente al ribasso, ignorando, come ieri Wall Street, il nuovo taglio dei tassi da parte della Fed. Il Mibtel ha toccato anche un minimo del -1,6%, iniziando poi la risalita nel pomeriggio, di pari passo alla Borsa Usa, negativa all’inizio, quindi in recupero. Sul listino brilla Enel dopo le prime stime sui conti 2007 e le indicazioni sul dividendo.

Recuperano i mercati europei Recuperano sul finale di seduta le Borse europee grazie a Wall Street, passata sopra la parità dopo una prima parte di seduta negativa. Londra e Parigi hanno annullato i ribassi. Bene Londra (+0,31%) e (Parigi +0,14%), mentre chiudono in perdita  Francoforte (-0,93%), Madrid (-0,46%) e  Amsterdam (-0,14% ). Pressocché invariata Zurigo.

La "crisi" statunitense A causare l’ondata di sell off oltre al dato sulla spesa personale che ha registrato la più debole crescita dal mese dal giugno 2007 anche l’indicatore sui sussidi di disoccupazione che nelle scorsa settimana sono balzati di 69mila unità, pari al balzo più consistente dal settembre 2005. Non contribuisce a rassenerare gli animi il dato appena diffuso sulla fiducia nel settore manifatturiero nell’area di Chicago sceso a 51,5 punti dai 52 punti di dicembre. I timori di recessione colpiscono anche il mercato del petrolio. Al NyMex il derivato cede 2 dollari a 89,94 dollari al barile.