Tra indie rock e melodia tutta la magia dei mMM

Band italianissima ma che canta in inglese, i <em>merci Miss Monroe </em>sbaragliano la scena musicale nostrana: &quot;E' una musica che rispecchia la nostra sempre più forte personalità&quot;. E già promettono un grande successo

Milano - I merci Miss Monroe nascono la notte del 31 dicembre del 2000. Sotto una gelida e nevosa stellata berlinese, Davide, Matteo e Fabio decidono che è il momento tramutare le loro pur soddisfacenti esperienze punk rock (Snare & Frogs) in qualcosa di più maturo ed intimo. Il nome del gruppo non racchiude significato alcuno: pura allitterazione della lettera M e tre parole comprensibili alla maggior parte degli abitanti del globo. In questi anni molto è cambiato e i merci Miss Monroe sono una band con due (ottimi) album all'attivo e un futuro davvero promettente. "Il nostro sound si è sviluppato molto - racconta Matteo Griziotti, voce dei mMM - facciamo una musica che rispecchia la nostra sempre più forte personalità".

Già nella curiosa alliterazione racchiusa nel nome della band si anticipano le ricercate sonorità che si possono ascoltare nei vostri album. Come e dove nasce la musica dei mMM?
"L'allitterazione alla quale alludi è mMM, acronimo appunto di merci Miss Monroe, una sorta di abbreviazione che ci piace e alla quale siamo affezionati. La musica dei mMM, che tempo fa nasceva soprattutto dalle 'camerette' di Matteo e Davide per poi esser completata insieme, ora come ora scaturisce in alcuni momenti particolari alla presenza di tutti e quattro i membri della band. Prende forma partendo dalla nostra necessità di fare musica che rispecchi la nostra sempre più forte personalità, e poi viene ovviamente filtrata attraverso tutto ciò che abbiamo ascoltato, ascoltiamo, con coscienza e anche no, a livello prettamente musicale."

Mi ha colpito la vostra scelta di cantare in inglese: da dove nasce?
"La scelta di cantare in inglese nasce, per noi così come per molte altre band della nostra generazione, in parte dalla necessità di una maggiore musicalità della lingua (parlo in particolare di lingua rock), in parte un po' anche per 'nascondersi' dietro testi che, rispetto a tutto ciò che è cantato in lingua 'nativa', sono meno decifrabili e personali."

Vi classificano come gruppo indie. In realtà le vostre canzoni spaziano con melodie e ritmi molto diversi. Risulta quasi difficile 'rinchiudervi' in una casella...
"Ricordo che al momento delle nostre prime prove assieme i mMM erano molto attirati dal suono di band come Travis, Coldplay, all'epoca piuttosto giovanissime e innovative. Poi il nostro sound si è sviluppato molto, mescolando, come si ascolta chiaramente dal nostro secondo disco, vene filoamericane a materiale di origine assolutamente europea. Di sicuro, soprattutto dai nostri live, siamo identificabili come una rock band."

A quasi tre anni dall'album di esordio, esce nel 2007 Some minor crimes, un lavoro più maturo e al tempo stesso più graffiante. Cosa cambia?
"Cambia soprattutto che il primo nostro omonimo disco, seppur geniale e apprezzatissimo, era stato scritto da quattro ragazzi con scarsissima esperienza live e alternando brani con caratteristiche molto diverse gli uni dagli altri. Some Minor Crimes esce dopo molti live, con un 'tiro' decisamente più forte, e dopo l'alternarsi di ben due batteristi che hanno modificato indelebilmente il nostro modo di far musica."

Personalmente mi ha colpito molto la canzone LL. Quale storia c'è dietro?
"LL è una canzone d'amore, tema che per un motivo o per l'altro fa un po da prezzemolo in tutte le nostre liriche. In particolare racconta una storia d'amore passata, una storia di quelle senza le quali oggi saremmo molto meno capaci d'amare."

In molte canzoni cantate i giovani d'oggi: situazioni in cui tutti possono ritrovarsi...
"Alcune volte le nostre sensazioni da ragazzi sono state immortalate nei nostri testi. Direi però che più spesso siamo andati oltre alla realtà viaggiando con l'immaginazione per poi magari riatterrare con i piedi per terra ma a migliaia di Km di distanza. Della serie suonare come mezzo per viaggiare o per immedesimarsi in situazioni diverse dalla propria per poi, dopo i 4 minuti della canzone, tornarsene volentieri a casa."

Settimana scorsa avete suonato come gruppo di supporto ai White Lies, band che è stata a lungo alle prime posizioni nelle chart inglesi. Che effetto vi ha fatto?
"I White Lies, pur essendo una band giovane e con all'attivo poche registrazioni, sono interessanti. Ci piace molto aprire i tour 'nostrani' di band straniere, soprattutto se la direzione musicale di queste ultime è in qualche modo associabile alla nostra. Calcare palchi di grandi dimensioni per poi tornare a suonare nei club ti rende molto flessibile e maturo."

Cosa c'è nel futuro degli mMM?
"Ci stiamo divertendo a scrivere canzoni per un futuro terzo disco. Terzo disco che darebbe a intendere nuove date: cosa che a noi piace molto fare. Inoltre, dopo l'esperienza nella colonna sonora del film (e della serie TV) Non Pensarci di Zanasi, siamo molto attivi anche sul fronte delle sincronizzazione con il mondo del cinema e della TV, che ha guardato i mMM sempre con molte attese."

Sanremo è finito da pochi giorni: un commento...
"Ho visto la serata finale: mi è sembrato una 'protesi' di quei talent show che fanno ascolti da record. Ho sentito qualche canzone che non riesco a descrivere come 'salvabile' ma di sicuro azzeccatamente sanremese. Su tutto metterei il ritornello lirico della canzone del principe. Ho sentito dire da Costanzo, tra l'altro proprio dal palco dell'Ariston, che Sanremo lo si può godere al meglio senz'audio. Concordo."

Lo stato di salute della musica italiana?
"Ci sono sicuramente figure interessanti. Soprattutto i 'giovani' di qualche anno fa che ora sono musicisti di spessore: mi vengono in mente nomi come Zampaglione, Gazzè, ma anche il pop di Cremonini. Poi le vecchie glorie degli anni 60 e 70, e il solito substrato di realtà indipendenti che, nonostante qualche difficoltà, affiorano portando aria nuova."