Come è indigesto il ragù di mamma

La scanzonata commedia di Geppy Di Stasio sui conflitti suocera-nuora

Un reality al pepe rosa che strizza l’occhio all’ancestrale conflitto tra suocera e nuora. Lui, lei e mamma: va in scena un triangolo diabolico. Ci aveva già pensato la tivù, pianificando l’uscita del reality show «La sposa perfetta» basato sulla ricerca della fidanzata ideale. Esame ostacolato come da copione dalle osservazioni negative di madri che si sentono insostituibili nella vita del loro pargolo dai capelli brizzolati. Ma a teatro, complice una metafora culinaria dal sapore partenopeo, è tutto un altro ridere. Si intitola «Ragù in agrodolce» la commedia scritta, diretta e interpretata da Geppy Di Stasio, sulle disavventure casalinghe di un quarantenne apparentemente irrisolto, che debutta martedì 10 aprile al Teatro dei Servi. Figlio unico di genitori divorziati, il protagonista è cresciuto all’ombra di una madre che ha smarrito il giusto binario del rapporto filiale corretto. E timorosa di perdere l’amore assoluto della sua vita a causa della new entry sentimentale (una ipotetica nuora che ai classici maccheroni al ragù preferisce la cucina cinese), la mamma obbliga il figlio-fidanzato ad ascoltare le sue rimostranze in materia di donne. Scontri verbali e cordoni ombelicali, comode regressioni e alibi infantili, involtini primavera e soffritto. Ad amplificare il potenziale comico del reality teatrale interpretato anche da Wanda Pirol e Roberta Sanzò è che i protagonisti sono legati, nella vita, dallo stesso rapporto che coinvolge gli interpreti sul palco. E, chissà, forse anche le dinamiche che animano i divertenti battibecchi inseriti in copione sono stati rubati alla realtà.
Contrastare l'avversaria prendendo il figlio per la gola, sminuire la malcapitata con paragoni assurdi, e gonfiare i sensi di colpa materni creati ad arte («ricordati, sono io che ti ho dato la vita») per obbligare il figlio a scegliere tra due amori: la mamma o la fidanzata? Alzi la mano chi non abbia dovuto gestire, almeno una volta nella propria vita sentimentale, le ire funeste di una mamma-chioccia che a un certo punto della sua «carriera», gelosa per essere stata soppiantata dalla fidanzata - complice un rigurgito di autoaffermazione personale o la sacrosanta libertà di coppia sbandierata dalla nuova lei - non abbia fatto capriole per far saltare il ménage. Chi vincerà il gioco al massacro? La risposta a teatro.