Indignados a cinque stelle:suite da 500 euro a notte

Dopo la protesta, due leader di "Occupy Wall Street" si riposavano in un hotel di lusso. Gli altri sotto la tenda: smascherati dal <em>New York Post</em>

New York - Di giorno sono intenti a protestare assieme a migliaia di indignados contro il capitalismo e Wall Street e a rilasciare interviste e comunicati in quel circo mediatico che si chiama Zuccotti Park. Sono i leader di punta di Occupy Wall Street, quindi devono avere il corpo riposato e la mente fresca per pensare e studiare strategie di disobbedienza civile in modo da mandare in tilt il traffico di Manhattan. E soprattutto devono inventarsi ogni giorno azioni non violente per far impazzire i poliziotti newyorchesi e attirare l’attenzione delle televisioni di mezzo mondo. La sera, però, i leader di Occupy Wall Street lasciano i loro amici indignados a protestare al freddo nelle strade, nelle stazioni della metropolitana o sui ponti e si ritirano in hotel a cinque stelle per concedersi un meritato riposo in suite da 500 e anche da 700 dollari a notte.

I due leader beccati a trascorrere le notti all’elegante W Hotel, a due passi da Wall Street, sono il 24enne Brad Spitzer, un top manager della Deloitte (multinazionale di consulenza finanziaria e risk management) e l’artista Peter Dutro, di anni 35, il quale è uno dei cassieri che amministra i 500mila dollari di donazioni che finora Occupy Wall Street ha ricevuto da ogni angolo degli States.

Il giovane Spitzer, che sembra godere di uno stipendio intorno ai 200mila dollari, pizzicato ieri dai giornalisti delNew York Postall’interno del W Hotel non ha fatto una piega: «Ero stanco e avevo bisogno di una doccia. Inoltre la camera l’ho pagata con i miei soldi ed era la prima notte che ho trascorso in albergo». Brad non è un ipocrita né un egoista e prima di andare a letto, sabato sera, si è fatto un largo giro per Manhattan per controllare che agli altri amici indignados non mancasse nulla: «Ho girato per le chiese e per i rifugi di fortuna dove gli altri ragazzi trascorrono la notte, ho portato cibo e bevande calde. Poi sono rientrato in hotel perché ero stanchissimo», ha spiegato il top manager della Deloitte, il quale ha la sua sede di lavoro a Los Angeles dove guadagna migliaia di dollari al giorno, per poi trascorrere a Manhattan le sue vacanze a Zuccotti Park dove protesta contro Wall Street. Per intenderci, protesta da due mesi di fila contro quelle multinazionali alle quali il giovane Brad dà consulenza finanziaria. E il top manager della Deloitte, per non farsi mancare nulla, è un habitué del W Hotel, come hanno scoperto i giornalisti delNew York Post: porta avanti la regia di Occupy Wall Street da una suite da 500 dollari a notte, tra lussi e confort di ogni genere. E secondo il personale dell’hotel dividerebbe la camera con altri ragazzi, ogni sera invitando qualcuno. Anche se Brad ha detto di aver ospitato solo un blogger.

Diversa è la storia di Peter Dutro che si occupa delle casse di Occupy Wall Street. È un artista piuttosto famoso, vive a Brooklyn, a pochi minuti di metropolitana da Zuccotti Park. Il suo appartamento dista meno di 15 minuti di taxi da Wall Street. Ma la sera Peter è stanco, non riesce neppure per la fatica a prendere il taxi e si rifugia al vicino W Hotel così la mattina in pochi minuti è gia in pista a protestare. «Pago la camera di tasca mia, cosa c’è di male! Ero stanco e poi ho invitato altri ragazzi a dividere con me la suite...» ha risposto l’artista di Brooklyn ai segugi delNew York Post, i quali lasciano cadere il sospetto che il «cassiere» di Occupy Wall Street possa aver usato a scopo personali i tanti dollari che deve amministrare per i ragazzi di Zuccotti Park.

Lui si è difeso: «Le donazioni che riceviamo vengono distribuiti a tutti quei ragazzi che ne hanno bisogno. Ho trascorso al W Hotel una sola notte, lo scorso venerdì, quando abbiamo deciso di organizzare la marcia per occupare il Ponte di Brooklyn. Non ho seguito gli altri ragazzi perché non volevo essere arrestato di nuovo e ho scelto di andare in albergo». Un ragionamento che non fa una piega. «E prima di andare a letto, ho girato per i vari rifugi per portare cibo e sigarette ai ragazzi», ha aggiunto seccato l’artista di Brooklyn. Ma come mai è finito proprio in una camera da 700 dollari? «È l’unica che ho trovato».

Protestare di giorno è trendy. Ma di notte la temperatura a Manhattan scende anche sotto lo zero, quindi è meglio rifugiarsi al W Hotel o anche al Marriott (dove vanno a dormire altri leader di Occupy Wall Street) perché sono alberghi che distano poche centinaia di metri dallo Zuccotti Park e da Wall Street. Così la mattina in pochi minuti si è già in pista a protestare.