Individuata la cellula italiana degli Anonymous: denunciati quindici hacker, 32 case perquisite

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Identificati il promotore ed
alcuni esponenti di rilievo della cellula italiana di Anonymous. Il gruppo hacker ha organizzato e condotto numerosi attacchi
informatici a siti stituzionali e di aziende di rilevante interesse nazionale. Ma in un messaggio online annunciano: &quot;Non è stato smantellato nulla, non c'è nessun capo&quot;
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Roma - Sono stati identificati dalla polizia il promotore ed alcuni esponenti di rilievo della cellula italiana di Anonymous, il gruppo hacker che dallo scorso gennaio ha organizzato e condotto numerosi attacchi informatici a siti web istituzionali e di aziende di rilevante interesse nazionale.

Denunciate tre persone Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico (Cnaipic) della polizia delle comunicazioni, coordinati dalla procura della Repubblica di Roma, hanno denunciato quindici persone, di cui cinque minorenni, ed eseguito 32 perquisizioni su tutto il territorio nazionale ed una in Svizzera, nel Canton Ticino, con l'ausilio della polizia cantonale ticinese. Ingenti i danni sino ad oggi provocati alle istituzioni ed alle aziende, che una volta colpiti dall'attacco non sono in grado di erogare servizi all'utenza ed il ripristino della normale funzionalità del sito web spesso avviene dopo molte ore, a fronte di spese consistenti.

Il capo della cellula italiana E' Thre il nickname utilizzato dal promotore delle attività di hackeraggio del gruppo Anonymous: è un cittadino italiano residente in Canton Ticino e per fermarlo la polizia ha agito in regime di rogatoria internazionale in collaborazione con la polizia cantonale. Dopo aver individuato i computer da cui partivano gli attacchi, la polizia sta ora individuando i responsabili da cui arrivano le prime ammissioni di colpevolezza. Il gruppo di hacker, scoperti durante l'operazione Secure Italy, votava per la scelta dell'obiettivo degli attacchi tramite social network come Facebook e Twitter e poi agiva utilizzando software che facilitavano l'attività, il più usato era Loic (Low Orbit Ion Cannon). Le operazioni di hackeraggio erano iniziate nei primi giorni di gennaio, per poi diminuire tra aprile e maggio e riacutizzarsi nelle ultime due settimane. I siti più bersagliati erano quelli istituzionali di Camera, Senato e Governo, ma negli ultimi giorni sono stati attaccati  

Ma Anonymous smentisce Sul web è però apparso un messaggio in cui l'organizzazione nega di essere stata decapitata "e vorrebbe ricordare che non c’è nessun capo, non c’è nessuna struttura, e che tutti operano allo stesso livello. Niente è stato smantellato e la protesta continuerà più rumorosa che mai". E annunciano ritorsioni: " Gli Anonymous Italiani non sono caduti di fronte a questo vile tentativo di smantellare l’organizzazione e annunciano conseguenze per le azioni compute dalle forze dell’ordine, che avranno obiettivi ancora da annunciare, per dimostrare che Anonymous è presente e combatte, come ha combattuto in passato e combatterà in futuro per la libertà della rete, in quanto ancora presente".