Un indomito camaleonte

Il 19 luglio di 50 anni fa moriva il grande scrittore e giornalista. La vita dentro e contro il potere di un «protestante puritano» e scandaloso

Il suo vero nome è Kurt Erich Suckert. Nasce nel 1898 da madre italiana e dal sassone Erwin Suckert a Prato, dove frequenta il liceo classico. A 16 anni si arruola nella legione garibaldina in Francia per combattere nella prima guerra mondiale. La sua carriera di giornalista inizia nel 1918. Aderisce nel 1920 al partito fascista e partecipa due anni dopo alla marcia su Roma, anche se in seguito si allontana dal regime. Tanto che dopo il 1933 viene imprigionato nell’isola di Lipari con l’accusa di aver svolto attività antifasciste all’estero. Ritorna in libertà grazie all’intervento di Galeazzo Ciano, e riprende la carriera di giornalista. Al termine della guerra si avvicina al partito comunista e nel 1947 si trasferisce a Parigi. Muore a Roma di cancro nel 1957.