Indonesia, affonda traghetto con 600 passeggeri

Una tempesta di mare in piena notte, nelle acque al largo di Giava centrale, onde alte 5 metri violente e incessanti e verso la mezzanotte un traghetto pieno zeppo di uomini, donne e bambini spaccato in due come un giocattolo rotto. La tragedia di fine anno proviene ancora una volta dall’Indonesia.
Il paese martoriato dallo Tsunami e da un altro disastro marittimo di solo pochi giorni fa dove una nave si è rovesciata vicino all’isola di Sumatra. Ancora una volta sarà l’Indonesia a piangere morti, cinquecento, seicento, ancora non si sa con precisione. I soccorsi arrancano, per le condizioni del mare ancora impossibili. Nonostante la situazione proibitiva sei navi della marina, un elicottero e un aereo sono stati mobilitati per setacciare l'area dove è affondato il traghetto Senopati Nusantara che effettuava il collegamento tra Kumai (Kalimantan, parte indonesiana di Borneo) e Semarang (centro di Giava).
Finora sono stati ritrovati solo 69 naufraghi ma in realtà è ancora impossibile stabilire quanti siano i sopravvissuti, perché nonostante il mare in tempesta decine di naufraghi sono stati salvati dagli equipaggi dei pescherecci. Chi è riuscito a sfuggire alla morte si trova ora in un ospedale a Rembang, una cittadina nella provincia centrale di Java. Nove persone sono invece sull'isola di Bawen, nel mar di Java, dove molti dei superstiti sono stati ritrovati.
L’inferno si è scatenato intorno alle 23 locali, quando il traghetto ha cominciato a rollare e sbandare fuori controllo.
Allora è stato ordinato ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio e di correre alle scialuppe. Ma in pochi minuti la nave si è rovesciata e centinaia di persone sono precipitate nel mare in tempesta. Drammatico il racconto di alcuni sopravvissuti. «Il traghetto si è come spaccato in due dopo essere stato violentemente sballottato, ha raccontato ieri mattina Elshinta, una donna sopravvissuta alla tragedia. Cholid, un’altra testimone, descrive gli ultimi attimi vissuti all’interno dell’imbarcazione prima del disastro. L’equipaggio della nave sulla quale viaggiavano ha ordinato ai passeggeri di indossare i salvagenti prima che la nave affondasse sballottata dalla tempesta intorno a mezzanotte. Poi è rimasta in balia delle acque agitate per molte ore prima di essere tratta in salvo. La donna ricorda il suo calvario e piange per la figlia, dispersa in mare. Assieme ad altri, tanti, poveretti di cui ancora non c’è traccia.
Sulla nave erano registrati 542 passeggeri e 63 membri dell'equipaggio, ma sembra che a bordo ci fossero anche decine o forse centinaia di altre persone.
I traghetti indonesiani, infatti, trasportano spesso passeggeri non registrati nelle liste ufficiali a causa di carenze burocratiche e sovraffollamento: navi e traghetti sono mezzi di trasporto molto usati per collegare le 17.000 isole dell'arcipelago indonesiano perché più economici di quelli aerei. Il traghetto naufragato è stato costruito 16 anni fa, aveva una capacità di 800 persone e dal mese di aprile effettuava il collegamento fra Kumai e Semarang, un viaggio di 474 chilometri della durata di 19 ore.