Indro sosteneva che la Costituzione non è la Bibbia

Anche oggi sono allegate gratuitamente, come inserto centrale, quattro copertine storiche (febbraio 1975) del<em> Giornale</em> diretto da Indro Montanelli

Anche oggi sono allegate gratuitamente, come inserto centrale, quattro copertine storiche (febbraio 1975) del Giornale diretto da Indro Montanelli

Negli editoriali di queste prime pagine Montanelli dà l'impressione di tenersi fuori dai più incalzanti temi d'attualità. Accadeva infatti in quei giorni che Margaret Thatcher - della quale Indro sarebbe stato grande ammiratore - prendesse in Gran Bretagna la guida dei conservatori; e che un "commando" brigatista facesse evadere Renato Curcio dal carcere di Alessandria.

Questo avveniva a metà febbraio del 1975. Curcio e i suoi sequestrarono poi il produttore di spumanti Vittorio Vallarino Gancia, ma vennero sorpresi dai carabinieri. Nello scontro a fuoco che ne seguì - 5 giugno 1975 - morirono la moglie di Curcio, Margherita Cagol, e l'appuntato Giovanni D'Alfonso. Nel gennaio del 1976 Curcio fu definitivamente catturato.

Nel confronto con questi avvenimenti il discutere di Indro sulla possibile nascita d'una formazione "laica" che riunisse liberali, repubblicani e socialdemocratici, e su una necessaria riforma della Costituzione, può sembrare troppo astratto. Non lo era perché sulla sua Magna Charta poggia la repubblica, e perché il sistema mostrava da tempo tutti i suoi difetti.

Con la sua solare chiarezza Montanelli precisava che «la Costituzione non è la Bibbia», che «discuterla non è da eretici», che «criticarla non è da golpisti». Sacrosante verità, ancor oggi rifiutate da molti che dietro il bastione costituzionale si trincerano per impedire riforme di cui il Paese ha estremo bisogno.