Indulto, contrari due su tre Delusione anche a sinistra

da Roma

Un italiano su cinque non sa neanche cosa sia l’indulto, segnale di una politica che non appassiona la gente. Ma il dato che fa riflettere è soprattutto un altro: solo il 14%, cioè circa un italiano su sette, è favorevole al provvedimento varato la scorsa estate che ha consentito la scarcerazione anticipata di oltre 24mila detenuti, mentre per altri 17mila sono state cancellate le pene alternative al carcere, dall’affidamento in prova alla detenzione domiciliare. Sono i dati del sondaggio realizzati da Eurispes e contenuti nel «Rapporto Italia 2007».
L’indulto non è piaciuto neanche agli elettori di centrosinistra. Il 69,5% degli intervistati che si considera di «centro» è contrario a questo sconto della pena. Ma lo è anche il 62,1% degli elettori di centrosinistra e il 58,2% di quelli di sinistra. È un provvedimento ingiusto per il 78,9% dell’elettorato del centrodestra.
L’indulto non piace e ha sgretolato la fiducia dei cittadini nella giustizia per quasi il 60% (59,7) degli intervistati. La motivazione del sovraffollamento delle carceri è ritenuta poco e per nulla convincente dal 57,6% delle persone sentite.
Gli intervistati danno la responsabilità di questa misura di clemenza a entrambi gli schieramenti (41,5%). Il 18,9% attribuisce la paternità della legge alla maggioranza di centrosinistra, un altro 18,3% al solo ministro Clemente Mastella, l’1,4% all’opposizione, mentre il 19,9% non sa a chi attribuire il provvedimento.
L’indulto non è piaciuto soprattutto ai giovani: lo bocciano il 73% dei giovanissimi intervistati tra i 18 e i 24 anni.
Fino a questo momento, rileva Eurispes, sono stati scarcerati grazie all’indulto 24.490 detenuti (15.204 italiani e 9.286 stranieri). Ma a questa cifra vanno aggiunte altre 7.178 persone in custodia cautelare e in attesa di condanna definitiva o assoluzione. Il dato Eurispes è dunque di 31.688 scarcerati. Altri 17.423 detenuti hanno avuto la cancellazione delle misure alternative. Secondo l’Osservatorio Sociale si tratta di dati «a dir poco allarmanti».
L’Italia dei Valori torna alla carica alla luce di queste ultime cifre: l’unica che non ha capito la negatività dell’indulto «è la classe politica». La legge di sconto pena, sostiene il capogruppo di Idv alla Camera, Massimo Donadi, «è un provvedimento che mina la fiducia nella giustizia e indebolisce lo Stato e le istituzioni».
I dati sono la dimostrazione che «la maggioranza di Prodi non rappresenta la maggioranza dei cittadini», commenta il deputato di An Giuseppe Consolo.