Indulto, i numeri del flop. Seimila tornano in cella e ora le galere scoppiano

Quasi un detenuto su quattro riarrestato una volta libero

Roma - Carceri con le porte girevoli. Si esce grazie all’indulto e, in tanti casi, si rientra poco dopo perché si è tornati a delinquere. Questi casi, dicono gli ultimi dati, assorbono il 22,7 per cento dei 26.752 detenuti che hanno beneficiato del provvedimento di clemenza: per l’esattezza 6.194, di cui 4.318 italiani. La maggior parte di loro, 4.939, è stata arrestata in flagranza di reato. A fine settembre, alla Festa della polizia penitenziaria che si è svolta a Napoli, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha letto tutto questo come un successo. Perché? Perché il tasso di recidiva, che era al 48 per cento prima dell’indulto, ora è al 42 per cento. Il provvedimento è del 31 luglio del 2006 e i dati del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria sono aggiornati al 18 settembre 2007: dimostrano che il grave problema del sovraffollamento nei 231 istituti penitenziari non è stato affatto risolto. Malgrado fosse questo il primo obiettivo della legge varata a larga maggioranza dal parlamento. Infatti, nelle carceri italiane ci sono oggi 46.118 detenuti, mentre la capienza regolamentare è di 43.140 posti. È vero che la popolazione delle prigioni era arrivata a quota 60mila nel luglio del 2006 e che subito dopo l’indulto, ad agosto, è scesa a 38.847, ma come abbiamo detto in poco più di un anno si è già nuovamente al di sopra della soglia stabilita. E l’equazione un detenuto un posto rimane miraggio. Per il ministro c’è bisogno di nuove carceri e annuncia che 5.886 posti sono in corso di realizzazione e altri 800 dovrebbero aggiungersi nel 2008. Sarà probabilmente per tutto questo che, come dice lo stesso Guardasigilli, il provvedimento di clemenza ha «conquistato il primo posto nella classifica del malcontento italiano». Mastella contesta, naturalmente, questo atteggiamento e dice «basta alle polemiche strumentali», negando che l’indulto abbia fatto aumentare la criminalità. Basta anche agli «atteggiamenti dorotei» di Walter Veltroni, che «un anno fa partecipava alle marce per l’indulto e oggi fa marcia indietro» e parla di effetti negativi del provvedimento. Chi sono gli indultati? Il 69,2 per cento è rappresentato da condannati in via definitiva, l’1,8 per cento da detenuti in attesa di primo giudizio, il 5,9 per cento da appellanti, il 3 per cento da ricorrenti, e il 20,1 per cento da detenuti con più procedimenti a carico. Nei penitenziari c’è un continuo turn over per diversi motivi. La permanenza media dei detenuti è piuttosto bassa: su 89.859 entrati nel 2005, come imputati o condannati, solo 3.959 risultavano ancora detenuti a 5 giugno 2007. Secondo il Dap, la media è 90-120 giorni, passando dai 210 giorni per furto agli 8 anni per omicidio.