Indulto, il pm anti Lega dà ragione a Castelli

«Per i prossimi otto anni chi commetterà certi reati subirà pene solo virtuali»

Stefano Zurlo

da Milano

Per una volta è d’accordo con la Lega. Guido Papalia, l’inflessibile procuratore della Repubblica di Verona da sempre considerato un nemico del Carroccio, ha letto l’intervista al Giornale di Roberto Castelli. Sorpresa, il magistrato veronese sta con l’ex ministro della Giustizia: «Condivido la sua analisi dalla prima all’ultima riga».
Che cosa apprezza, dottor Papalia?
«Una volta si parlava di certezza della pena».
Adesso?
«Ora abbiamo l’inutilità della pena. Noi magistrati istruiamo processi che porteranno a sentenze che non serviranno a niente. Con spreco di tempo e di soldi».
Quali dibattimenti finiranno in fumo?
«Penso alle guide in stato di ebrezza che qui a Verona sono moltissime. Tutte energie buttate. E così i procedimenti per violazione delle normative antiinfortunistiche sul lavoro. Oppure le assunzioni di extracomunitari senza permesso di soggiorno. E poi rapine, persino quelle a mano armata, scippi, furti, maltrattamenti».
Può azzardare percentuali?
«Qui alla Procura di Verona abbiamo circa 14mila procedimenti pendenti. Credo che un terzo finirà, com’è normale in questi casi, archiviato».
Gli altri?
«I procedimenti non toccati dall’indulto saranno alla fine non più di 1500».
Il dieci per cento o poco più?
Esatto».
Il resto?
«Pene virtuali. Ha ragione Castelli: per i prossimi otto anni gireremo a vuoto. Pensi ai clandestini».
Che succede?
«Vengono condannati per permanenza sul territorio italiano e finiscono dentro. Solo a Verona abbiamo un centinaio di direttissime del genere al trimestre. Ora con l’indulto sono usciti».
Tutti?
«Direi di sì. Verranno espulsi ma non accompagnati alle frontiere. Così, passati i canonici cinque giorni previsti dalla legge, saranno nuovamente arrestati per lo stesso reato».
Per dirla in soldoni, è il gatto che si mangia la coda?
«Certo. E poi molti reati che ancora non sono stati scoperti di fatto non verranno sanzionati. Del resto il collega Fabio Roia ha detto le stesse cose, sempre al Giornale».
È curioso: lei d’accordo con Castelli.
«La verità è la verità».
Chiunque la dica?
«Castelli è stato un ministro istituzionalmente corretto. Non ha cercato di approfittare della sua posizione per darmi fastidio».
Anche se lei ha portato in aula le camicie verdi.
«A proposito: lo sa che i sei leghisti condannati qui a Verona per discriminazione razziale beneficeranno dell’indulto? Invece i reati con finalità di discriminazione razziale sono stati esclusi dall’indulto».
Perché?
«Secondo me è stato un errore del Parlamento. Uno dei tanti».
L’indulto è stato uno sbaglio?
«È stata la risposta sbagliata ad un problema sacrosanto: il sovraffollamento delle carceri. E poi non ho capito perché non l’abbiano collegato all’amnistia. Spero rimedino al più presto».
Qual è in prospettiva la soluzione al congestionamento delle prigioni?
«Bisogna pensare a risposte diverse rispetto al carcere. Ci sono altri strumenti, dagli arresti domiciliari alle interdizioni. Perché non utilizzarli?».
Un’ultima domanda: lo Stato rinuncerà ad incassare anche le multe?
«Certo, solo a Verona il danno economico si aggirerà, ad occhio e croce, sui centomila euro».