Industria e artigianato in crescita nel 2006

La Lombardia aggancia la locomotiva-Germania Accordo con la Regione su ricerca e innovazione

Ottimismo alla conferenza di presentazione dell’indagine congiunturale dell’industria e dell’artigianato in Lombardia nel IV trimestre 2006. Unioncamere, Regione, Confindustria Lombardia e le associazioni artigiani hanno puntato l’attenzione su un primo dato: crescita media annua del 3.6% che nasconde andamenti differenziati fra le imprese. Il 23% infatti ha registrato oscillazioni minime attorno allo 0, il 45% ha visto variazioni che toccano il +5% ma il 17% ha subito un preoccupante -5%. «Rimane un differenziale nettamente positivo tra le imprese in forte crescita e quelle in forte calo - chiosa Francesco Bettoni, presidente Unioncamere Lombardia -. Anche nel settore artigianato la situazione si presenta disomogenea: il 30% registra variazioni molto positive ma un buon 20% fa i conti con situazioni drammatiche». Secondo dato che non può essere taciuto: gli investimenti realizzati nel 2006 dalle imprese industriali sono superiori del 23% rispetto al 2005 e si prevede un incremento del 18.1% per il 2007. «Il processo di crescita è solido e particolarmente accelerato in questo trimestre - puntualizza Pietro Ferri, docente all’Università di Bergamo -. La Lombardia ha agganciato il treno della crescita mondiale, trainata in Europa dalla Germania, grazie agli investimenti in campo industriale ma anche in ambito artigianale e all’impennata dell’export». Euforia smorzata dal vice presidente di Confindustria Lombardia, Giacomo Castiglioni, che sottolinea come la crescita italiana sia asintotica rispetto a quella tedesca.
«Innovazione e ricerca per puntare sulla qualità dei nostri prodotti, semplificazione burocratica, internazionalizzazione delle imprese e potenziamento delle infrastrutture: questi i punti su cui dobbiamo lavorare senza farci abbagliare da dati particolarmente positivi. Bisogna evitare dispersioni di forze nell’assistenzialismo a malati terminali perché il nanismo della struttura economica lombarda rischia di essere un limite dopo anni in cui è stato un vantaggio; per questo il sistema di aggregazione tra aziende in distretti e metadistretti, non solo societario ma anche progettuale, è fondamentale». Virgolettato dell’Assessore regionale all’Industria Massimo Corsaro che traccia una strada ancora lunga, resa tortuosa da alcune scelte del Governo: «Purtroppo a livello nazionale vengono individuati problemi che interessano solo i livelli terminali della catena, con la conseguenza che abbiamo la possibilità di tagliare i capelli di lunedì ma - puntualizza - certamente non si raggiunge quell’autentica politica di liberalizzazioni e privatizzazioni che permetterebbe di smuovere lo stallo in cui è incappata l’economia italiana».
Apprezzato, in controtendenza, l’accordo sulla competitività siglato da Regione e Unioncamere che prevede interventi per la ricerca e l’innovazione a sostegno degli investimenti delle imprese e per migliorare il contesto territoriale e istituzionale nel quale si opera. Aggiunge Castiglioni: «Confindustria Lombardia insiste anche sulla Questione Settentrionale cioè sulla necessità di ottenere un vero federalismo fiscale e una riforma delle amministrazioni pubbliche centrali e locali che consenta di recuperare efficienza e qualità dei servizi».