Industria e consumi tengono: più 1,9% il Pil a fine settembre

Prodi ottimista ma rimangono le incognite sul 2008

da Milano

Le ricadute negative provocate dalla crisi finanziaria innescata dai mutui sub prime americani ancora non si vedono, la domanda e i consumi tengono, e così l’Italia riesce a girare la boa del terzo trimestre con una crescita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% su base annua grazie al contributo dell’industria e dei servizi, mentre l’agricoltura appare in difficoltà. La “fotografia” scattata dall’Istat rischia tuttavia di mostrare una situazione ormai superata. «C’è la diffusa sensazione che l’Italia stia peggiorando», aveva detto infatti all’inizio della settimana il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, lamentando una costante perdita di competitività. La stessa Commissione Ue di recente ha messo in preventivo una decelerazione del nostro Paese, ritoccando al ribasso le stime 2008 dall’1,7 precedente all’1,4%. Il governo punta invece su uno sviluppo compreso tra l’1,5-1,6%.
Il rischio, comunque, è di sottovalutare gli effetti indotti dalle turbolenze dei mercati finanziari e dagli elevati prezzi del petrolio che, per quanto in parte ammortizzati dalla forza dell’euro, si rifletteranno sul Pil soprattutto per effetto di una frenata della produzione del settore manifatturiero. Romano Prodi manifesta infatti un ottimismo circoscritto all’anno in corso, senza sbilanciarsi sull’andamento del prossimo: «Sono abbastanza fiducioso - ha detto ieri il premier - e penso che la crescita italiana tenderà a non essere lontana dal 2%». L’Italia, d’altra parte, può vantare una crescita ormai acquisita per l’intero 2007, pari all’1,7% alla fine del terzo trimestre, percentuale che non verrebbe intaccata neppure se il quarto trimestre dovesse registrare una crescita zero. Il dato consola fino a un certo punto: il nostro Paese non tiene il passo dei principali competitor come il Regno Unito, dove il Pil è salito dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,3% su base annua; negli Usa, invece, la crescita congiunturale è stata pari all’1% e quella tendenziale al 2,6%, a fronte dello +0,7% e del +3,8% segnato dalla Spagna rispettivamente a livello congiunturale e tendenziale.
Secondo la Confesercenti i dati relativi al terzo trimestre non devono far «cantare vittoria, visto che per il 2008 si stima una frenata all’1,4%». Preoccupata anche la Confcommercio per i tassi di crescita inferiori agli altri Paesi, per la perdita di competitività a livello internazionale, «ma soprattutto sono critiche le condizioni e le previsioni con cui il nostro Paese entrerà nel 2008». Ancor più in allarme la Confagricoltura, che sottolinea «l’urgenza di una strategia che dia priorità alla produzione agricola, salvaguardando, soprattutto nell’interesse dei consumatori, l’approvvigionamento di materie prime e di prodotti agricolo-alimentari».