Industria Febbraio in calo, ma già a maggio si avvertirà l’«effetto-incentivi»

ISAE Il primo trimestre sarà ancora difficile. La fase recessiva è però destinata a diminuire già nei prossimi mesi

I dati Istat sulla produzione industriale di febbraio fanno segnare un nuovo crollo, ma secondo il governo l’effetto degli incentivi sul mercato delle quattro ruote farà registrare già a maggio effetti positivi.
Il dato grezzo sulla produzione industriale, rende noto l’Istat, ha registrato a febbraio un calo del 23,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta del peggior risultato dal 1990, da quando cioè iniziano le attuali serie storiche. Rispetto a gennaio la riduzione è del 3,5%: il dato ha sorpreso al ribasso gli analisti che si attendevano un calo limitato all’1,9%. Sempre in sofferenza la produzione di autoveicoli, scesa del 42% su base tendenziale, una contrazione comunque minore di quella del 54,7% che ha caratterizzato gennaio.
«Sono dati vecchi»: commenta il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. «C’è una crescita forte - ha continuato il ministro - nel mondo dell’auto, ancora più forte per i motocicli e più debole per gli elettrodomestici che avevano agevolazioni diverse. Questi dati sono significativi e incideranno sul complesso della produzione industriale, ma a maggio». Per il ministro, comunque, «non si risolve tutto con questo provvedimento di incentivi» e, quindi, bisogna «garantire che questo andamento positivo prosegua». Altri settori, come la chimica, dovrebbero del resto dare segnali di ripresa già con i dati di marzo.
Per l’Isae la produzione industriale registrerà nel primo trimestre 2009 un calo complessivo del 10,1%. Tuttavia, sulla base delle informazioni disponibili «sembra delinearsi una decelerazione della fase recessiva nel corso del secondo trimestre dell’anno». Secondo l’Isae, a marzo il calo congiunturale sarà del 5,9% e quello tendenziale del 19,4%. Ad aprile la variazione mensile sarà positiva del 4,1% per una riduzione annua del 21,8%, mentre maggio chiuderà in rosso del 2,3% su base congiunturale e del 22,8% su base tendenziale.
Da notare che le forti oscillazioni previste per marzo e aprile sono dovute soprattutto all’effetto, sulla procedura di destagionalizzazione, determinato dalla diversa collocazione mensile della Pasqua del 2009 rispetto all’anno precedente. A febbraio il tono congiunturale negativo ha interessato pressoché tutti i settori dell’industria. Solo per i beni di consumo non durevoli si osserva una dinamica meno negativa.