Industria, dopo la guerra al vertice ecco la rissa per le vicepresidenze

Dopo la guerra per la presidenza, in Confindustria Genova scoppia la rissa per le vicepresidenze: il presidente designato Giovanni Calvini, come anticipato dal Giornale, chiude la porta al dialogo con le categorie che avevano sostenuto la candidatura di Vittorio Malacalza e va verso la formazione di una giunta di soli «fedelissimi», escludendo gli esponenti della cosiddetta minoranza che avevano chiesto nelle ultime settimane - anche tramite la voce autorevole del professor Carlo Castellano - di essere rappresentanti nell’organo di governo dell’associazione con due membri su quattro. L’accordo, che sembrava vicino, è saltato. Per questo, dopo le voci - smentite - che erano uscite su un giornale cittadino e parlavano di un ingresso del figlio di Malacalza, Vittorio, nella squadra del vertice cui è seguito il nuovo «niet» di Calvini (ne abbiamo riferito ampiamente su queste pagine), alcune categorie di Confindustria Genova hanno pensato di rivolgersi direttamente alla presidente nazionale Emma Marcegaglia con una lettera che partirà domani. L’obiettivo è far presente la situazione critica che si è creata a Genova e sollecitare provvedimenti. Il senso dell’iniziativa è chiaro: i presidenti delle sezioni che si ritengono «discriminate» sostengono in questi giorni che l’«offerta a Calvini di piena collaborazione al fine di creare un clima unitario rappresentativo di tutte le anime che compongono l'Associazione» non è stata accettata «forse a prescindere dalla reale volontà del Presidente designato, per cui la squadra che si sta formando sembra rispondere più a logiche di settore e a sterili esercizi di potere». Sorge dunque «il timore che si vada a una frattura interna che porti alla possibile uscita da Confindustria Genova di un consistente numero di aziende».
Dietro l’angolo, a questo punto, ci sarebbe una prospettiva clamorosa: la presidenza di Calvini dev’essere ratificata dall’assemblea generale, da convocare entro metà dicembre. In quella sede, secondo alcuni, potrebbero riaprirsi i giochi per la presidenza: se Calvini non ottiene il consenso, lo statuto di Confindustria Genova prevede che si vada a nuove consultazioni da parte di tre saggi per individuare nuovi candidati. Uno scenario che, oggi, non pare più così assurdo come qualche settimana fa.